
Un ex manager di 63 anni, di nazionalità italiana, è stato riconosciuto oggi colpevole di riciclaggio dal Tribunale penale federale di Bellinzona, in relazione al fallimento del gruppo alimentare Parmalat. L'uomo è stato condannato a 180 aliquote di 110 franchi ciascuna con la condizionale.Gli atti delittuosi contestatigli erano 32, di cui la stragrande maggioranza prescritti, per cui solo tre sono stati considerati nella commisurazione della pena. Il condannato, ex dirigente di una holding del gruppo turistico Tanzi, dovrà versare alla società un risarcimento di 200 mila franchi.La somma corrisponde all'importo che l'ex manager, secondo i capi d'accusa non prescritti, avrebbe trasferito in modo illecito in alcune banche ticinesi. La Procura federale nella sua requisitoria aveva parlato di quattro milioni di franchi.I giudici hanno stabilito che l'italiano si è reso colpevole di riciclaggio semplice, e non aggravato come sostenuto dall'accusa. È stato inoltre riconosciuto colpevole di istigazione a falsità in documenti. Avrebbe infatti indotto la moglie ad aprire un conto in Svizzera a suo nome, che secondo il tribunale solo lui utilizzava. Lo scorso mese di dicembre l'ex dirigente è già stato condannato inATS
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