
E' morta ieri a Parigi per un infarto, all'età di 82 anni, Kate Millet, considerata la principale teorica del movimento di liberazione della donna da quando, nel 1970, pubblicò il suo libro più celebre, "Sexual Politics". Ne ha dato notizia Sophie Keir, la sua compagna, con la quale era solita recarsi, da New York dove le due abitano, nella capitale francese una volta all'anno per festeggiare i rispettivi compleanni. Kate Millett aveva già compiuto 30 anni e aspirava ad una fama come scultrice, ma arrivò invece all'obiettivo con la pubblicazione della sua tesi di dottorato alla Columbia University, "Sexual Politics". La sua costruzione logica ruotava attorno alla premessa che i rapporti fra i sessi sono un fatto politico, laddove la definizione di politica comprende anche "compromessi per i quali un gruppo di persone è controllato da un altro". Il libro, nel quale si asseriva che il "predominio sessuale" assurge a "più influente ideologia della nostra cultura", diventò il testo fondamentale della cosiddetta seconda ondata del femminismo.
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