Cerca e trova immobili
Estero
Papa: Nazareth, cristiani e musulmani respingano odio
Redazione
17 anni fa

Il papa saluta in arabo "as salam aleikum" (la pace sia con voi) e apre così la messa più numerosa del suo viaggio in Terra Santa, davanti a decine di migliaia di persone arrivate a Nazareth da ogni parte di Israele ma anche da Europa e Stati Uniti. Radunando tanti fedeli sul Monte del Precipizio, Ratzinger ha realizzato un desiderio già espresso da Wojtyla nel 2000, quando però per motivi di sicurezza non fu possibile per Giovanni Paolo II celebrare la messa sulla collina. Inizialmente stimate in 25'000, le persone hanno gradualmente riempito i posti a sedere fino ad occupare quasi interamente le 40'000 sedie dell'anfiteatro naturale, che offre una straordinaria veduta della città. Sulla collina, oltre alle numerose comunità neocatecumenali, anche molte famiglie con piccoli bambini inquieti sotto il sole. Tra la folla c'erano alcuni gruppi di arabi cristiani appartenenti alla comunità locale, come Samira e Sadi, 25 e 28 anni, genitori di un bimbo di 4 cui hanno dato il nome Christian. Vivono a Nazareth e fanno parte del 17% degli abitanti di fede cristiana della città, a maggioranza musulmana, ma che ha un sindaco cristiano. "Vedere il Papa è già per noi una grande emozione, ma sentirlo parlare in arabo è qualcosa che non scorderemo", ha detto Sadi. Ed effettivamente il saluto "as salam aleikum" che Benedetto XVI ha pronunciato in apertura della messa ha entusiasmato gli animi. Dal canto suo la folla gli ha risposto gridando varie volte "Yae'esh El Baba" (Viva il Papa). "Anche se siamo una minoranza non ci sentiamo soli - ha aggiunto Sadi rispondendo a una domanda sulla comunità cristiana locale - questa è la terra di Cristo e noi le apparteniamo, lui ci ha vissuto, noi ci siamo nati". Qualche posto più in là erano sedute due donne indiane in abiti tradizionali arancione e fucsia. Originaria del sud dell'India, Anita, 26 anni, è figlia di immigrati che vivono a Nazareth da quattro anni. Fra due, al massimo, vorrebbe tornare a Karnatake, la sua città dove, spiega, non è arrivata la violenza dei fondamentalisti che in India perseguitano i cristiani. Qui a Nazareth Anita frequenta la comunità indiana di fede cristiana, che in Israele, dice, conta duemila persone. Diversi di nazionalita, oggi i fedeli erano tutti uguali nell'abbigliamento: indossavano il cappellino giallo e bianco con lo stemma della Città del Vaticano e la maggior parte anche una t-shirt con la frase sul retro "'I am with the Pope in Nazareth". Cori e canti hanno animato la celebrazione mentre striscioni e bandiere hanno sventolato ininterrottamente per tre ore. Alla fine della messa la gente è defluita dall'anfiteatro per raggiungere i mezzi parcheggiati nei piazzali alle pendici del monte. Qualche pullman sostava lì dalle due di notte quando, ha raccontato la polizia, hanno cominciato ad arrivare i primi pellegrini. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata