
"Lungo il cammino della storia, la luce che squarcia il buio ci rivela che Dio è Padre e che la sua paziente fedeltà è più forte delle tenebre e della corruzione. In questo consiste l'annuncio della notte di Natale". Lo ha detto papa Francesco nella messa nella basilica vaticana. "Dio non conosce lo scatto d'ira e l'impazienza; è sempre lì, come il padre della parabola del figlio prodigo, in attesa di intravedere da lontano il ritorno del figlio perduto", ha aggiunto. "Anche noi, in questa notte benedetta, siamo venuti alla casa di Dio attraversando le tenebre che avvolgono la terra, ma guidati dalla fiamma della fede che illumina i nostri passi e animati dalla speranza di trovare la grande luce", ha affermato il Pontefice. "L'origine delle tenebre che avvolgono il mondo si perde nella notte dei tempi - ha spiegato nell'omelia -. Ripensiamo all'oscuro momento in cui fu commesso il primo crimine dell'umanità, quando la mano di Caino, accecato dall'invidia, colpì a morte il fratello Abele". Così, "il corso dei secoli è stato segnato da violenze, guerre, odio, sopraffazione. Ma Dio, che aveva riposto le proprie attese nell'uomo fatto a sua immagine e somiglianza, aspettava. Egli ha atteso talmente a lungo che forse ad un certo punto avrebbe dovuto rinunciare. Invece non poteva rinunciare, non poteva rinnegare sé stesso". "Perciò - ha aggiunto - ha continuato ad aspettare con pazienza di fronte alla corruzione di uomini e popoli".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

