
Ieri il Papa ha lanciato l'ennesimo appello per la fine della guerra in Ucraina e Russia, chiedendo di dare spazio alla diplomazia - Intanto su entrambi fronti continuano i combattimenti - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

Un attacco di droni ucraini contro la città di Nizhny Kamsk, nella repubblica del Tatarstan, nella Russia centrale, ha ucciso almeno 12 persone, in uno degli attacchi più letali condotti da Kiev in oltre quattro anni di guerra.
Lo ha riferito l'ufficio del capo della regione. «Secondo le informazioni disponibili al momento, 12 persone sono state uccise e 39 sono rimaste ferite a seguito di un attacco nemico con droni contro Nizhny Kamsk», si legge nella dichiarazione.
In precedenza, il Ministero della difesa russo aveva annunciato l'intercettazione di 456 droni durante la notte.
Nel frattempo, le autorità ucraine hanno annunciato dal canto loro la morte di cinque persone in un raid aereo russo nella regione di Kharkiv.
«Il 10 agosto, le forze russe hanno effettuato un massiccio attacco di artiglieria contro la zona residenziale del villaggio di Bugaivka, nel distretto di Chuguiv. Diverse case sono state distrutte a seguito dell'attacco nemico. Cinque persone sono rimaste uccise», ha affermato la procura regionale in una dichiarazione diffusa su Telegram.
L'Europa si trova sull'orlo di una guerra di dimensioni maggiori e il conflitto in Ucraina non appare destinato a concludersi in tempi brevi. Lo ha affermato il presidente serbo Aleksandar Vucic. «Credo che siamo all'inizio di una guerra più grande», ha dichiarato Vucic durante un podcast condotto da Matthias Döpfner, CEO del gruppo editoriale tedesco Axel Springer. Il presidente serbo ha inoltre espresso la convinzione che il conflitto in Ucraina non sarà risolto nel prossimo futuro.
La spirale di violenza non porta a nessun risultato: parola di Papa Leone XIV che ha lanciato ieri l'ennesimo appello per la fine della guerra in Ucraina e Russia, chiedendo di dare spazio alla diplomazia.
La Santa Sede è scesa dunque in campo e, dopo la missione di luglio in Ucraina del «ministro degli esteri», monsignor Paul Richard Gallagher, e dell'inviato speciale del Papa, il cardinale Matteo Zuppi, ora si prepara quella a Mosca che vede protagonisti gli stessi due rappresentanti vaticani, il primo per le questioni più politiche, il cardinale italiano per quelle umanitarie.
Dopo i tanti appelli per il popolo ucraino, ieri all'Angelus il Papa ha invece messo sullo stesso piano il dolore delle vittime «innocenti» sull'uno e sull'altro fronte. Segno che il Papa preme perché ci sia una accelerazione per una soluzione del conflitto che perdura da quattro anni e mezzo e per il quale non si vede una via d'uscita.
Sul fronte, invece, continuano i combattimenti. Le truppe russe hanno attaccato Sumy con cinque bombardamenti aerei, ferendo cinque persone, e hanno danneggiato edifici residenziali e infrastrutture. Lo ha riferito il capo dell'amministrazione militare della città di Sumy Serhiy Kryvosheyenko su Telegram, secondo quanto riportato da Ukrinform. Nella notte, inoltre, a Kiev e in diverse regioni dell'Ucraina, per la seconda volta, è scattato l'allarme a causa della minaccia di armi balistiche. Lo ha riportato Ukrinform, citando l'Aeronautica militare ucraina e la mappa degli allarmi aerei. Il bilancio dell'attacco russo nella regione di Odessa è invece «salito a 14 feriti», lo afferma il capo dell'amministrazione militare regionale, Oleg Kiper, scrive l'Ukrainska Pravda.
È invece al almeno sei morti e 27 feriti il bilancio dell'attacco ucraino con droni contro la città russa di Belgorod, a circa 30 chilometri dal confine con l'Ucraina.
Lo ha riferito su Telegram il governatore regionale Alexander Shuvayev, secondo cui sono stati danneggiati anche quattro condomini, mentre immagini diffuse sui social mostrano diversi incendi in varie zone della città. Non sono stati forniti dettagli sugli eventuali obiettivi militari dell'attacco.