
Folla in Piazza San Pietro per la messa pasquale, la prima di Papa Leone XIV. «La morte è sempre in agguato. La vediamo presente nelle ingiustizie, negli egoismi di parte, nell'oppressione dei poveri, nella scarsa attenzione verso i più fragili» ha detto nell'omelia.
«La vediamo - ha proseguito - nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l'idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge».
Poi la benedizione Urbi et Orbi durante la quale ha lanciato un appello ai grandi della terra: «Chi ha in mano armi le deponga! Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace! Non una pace perseguita con la forza, ma con il dialogo! Non con la volontà di dominare l'altro, ma di incontrarlo!».
«La pace che Gesù ci consegna non è quella che si limita a fare tacere delle armi, ma quella che tocca e cambia il cuore di ciascuno di noi!», ha detto il Papa annunciando una preghiera per la pace sabato prossimo. «Invito tutti a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella basilica di San Pietro sabato 11 aprile».
Papa Leone XIV ha anche ricordato Bergoglio che, a Pasqua dello scorso anno, lasciò le sue ultime parole al mondo nel corso della benedizione Urbi et Orbi.
«C'è una sempre più marcata 'globalizzazione dell'indifferenza', per richiamare un'espressione cara a Papa Francesco, che un anno fa - ha detto Leone XIV - da questa loggia rivolgeva al mondo le sue ultime parole, ricordandoci: 'Quanta volontà di morte vediamo ogni giorno nei tanti conflitti che interessano diverse parti del mondo!'».

