
Se gli accordi di Oslo del 1993 tra l'Olp e Israele, base dei successivi negoziati di pace, fossero stati rispettati, israeliani e palestinesi avrebbero dovuto concludere un accordo definitivo di pace già dieci anni fa. Ma sedici anni dopo Oslo le parti restano distanti tra loro, il clima si è avvelenato e, cosa ancora più preoccupante, nel conflitto sta assumendo peso crescente il fattore religioso. CONFINI: I palestinesi vogliono lo sgombero di Israele da tutti i territori occupati in Cisgiordania nel 1967. Passati governi israeliani, stando a quanto ufficiosamente emerso, hanno offerto un ritiro da oltre il 90-92% della Cisgiordania, scambi di territori e un collegamento con la Striscia di Gaza attraverso un corridoio o infrastrutture da concordare. GERUSALEMME: I palestinesi esigono che Israele abbandoni i quartieri arabi occupati nel 1967, inclusa la Città Vecchia dove si trovano i maggiori Luoghi Sacri delle tre religioni monoteiste. Per i palestinesi Gerusalemme est dovrà essere capitale del loro futuro stato. Israele si è annesso Gerusalemme nel 1980, proclamando l'intera città sua eterna e indivisibile capitale. Passati governi (Ehud Barak, Ehud Olmert) hanno indicato di essere disposti a restituire una parte dei quartieri arabi ma non la Città Vecchia. PROFUGHI - Si intendono quelli che nel 1948 abbandonarono o furono cacciati dai territori sui quali si costituì lo stato di Israele. Il loro numero, allora calcolato in circa 700'000 circa, è salito nel corso degli anni ed è stimato in circa 4 milioni. I palestinesi rivendicano per loro il "diritto al ritorno" in Israele. Una richiesta che tutti i governi israeliani, sostenuti dalla totalità della popolazione ebraica, hanno sempre respinto nettamente con la motivazione che il ritorno di masse di profughi causerebbe la fine di Israele come stato ebraico. INSEDIAMENTI - In Cisgiordania si sono stabiliti dopo il 1967, per volontà di tutti i governi israeliani, decine di migliaia di coloni ebrei. Nel 2008 erano stimanti in 280'000 in 121 insediamento. Il computo esclude i rioni ebraici di Gerusalemme est, dove vivono oltre 200'000 israeliani. I palestinesi chiedono lo sgombero degli insediamenti. Israele ha indicato di essere disposto a sgomberarne una parte ma non da aree dove si concentra una gran numero di coloni. I palestinesi affermano che le aree che Israele si vuole tenere impediranno la contiguità territoriale del loro futuro stato. SICUREZZA: Israele vuole che un eventuale stato palestinese in Cisgiordania sia smilitarizzato e libero dai focolai del terrorismo, e chiede il controllo di una fascia di territorio a ridosso del confine con la Giordania e del suo spazio aereo. Inoltre Israele vuole una gestione congiunta delle falde acquifere montane che giacciono sotto i due versanti del confine. DIVISIONI TRA I PALESTINESI - A complicare ancora di più le cose si aggiunge la profonda e sanguinosa spaccatura in campo palestinese tra l'islamico Hamas - che nega a Israele il diritto stesso all'esistenza - e il più moderato al-Fatah, che invece riconosce Israele. Hamas ha creato a Gaza, di cui ha preso il controllo nel 2007, un'entità che si contrappone all'Autorità nazionale palestinese del presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas) in Cisgiordania. ATS
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