
Per il Papa, "il futuro del Myanmar deve essere la pace, una pace fondata sul rispetto della dignità e dei diritti di ogni membro della società, sul rispetto di ogni gruppo etnico e della sua identità" "Sul rispetto dello stato di diritto e di un ordine democratico che consenta a ciascun individuo e ad ogni gruppo, nessuno escluso, di offrire il suo legittimo contributo al bene comune", ha detto ad autorità e Corpo diplomatico, dopo aver ricordato la Conferenza di pace di Panglong e il ruolo dell'Onu. "Le religioni possono svolgere un ruolo significativo nella guarigione delle ferite emotive, spirituali e psicologiche di quanti hanno sofferto negli anni di conflitto", ha proseguito, "esse possono aiutare ad estirpare le cause del conflitto, costruire ponti di dialogo, ricercare la giustizia ed essere voce profetica per quanti soffrono". È "segno di speranza", poi, che "i leader religiosi di questo paese si stiano impegnando a lavorare insieme" per i poveri e per i valori autentici. Da pare sua la leader democratica Aung San Suu Kyi ha pubblicamente ringraziato il Papa, citato tra i "buoni amici che desiderano soltanto vederci avere successo nel nostro sforzo".
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