
Appena sbarcato a Luanda, in Angola, Papa Benedetto XVI ha rivolto una forte esortazione al Paese africano, reduce da 27 anni di conflitto civile, perché consolidi il processo di riconciliazione e di ricostruzione. "Vi ricordo - ha spiegato - che provengo da un paese dove la pace e la fraternità sono care ai cuori di tutti i suoi abitanti, in particolare di quanti, come me, hanno conosciuto la guerra e la divisione tra fratelli appartenenti alla stessa nazione a causa di ideologie devastanti e disumane, le quali, sotto la falsa apparenza di sogni e illusioni, facevano pesare sopra gli uomini il giogo dell'oppressione". "Potete dunque capire - ha proseguito - quanto io sia sensibile al dialogo tra gli uomini come mezzo per superare ogni forma di conflitto e di tensione e per fare di ogni nazione, e quindi anche della vostra patria, una casa di pace e di fraternità". Sono concetti che il Pontefice ha illustrato nel discorso di saluto al presidente della Repubblica angolana, Dos Santos, durante la cerimonia di benvenuto nell'aeroporto della capitale. ATS
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