
Papa Francesco difende il comandante delle Guardie svizzere Daniel Rudolf Anrig, a cui non ha però rinnovato il mandato. In un'intervista pubblicata ieri dal quotidiano conservatore argentino La Nación, il pontefice smentisce che il colonnello sia stato dimesso a causa del suo autoritarismo. "No, non è vero", afferma Bergoglio, esprimendosi per la prima volta sul licenziamento dello svizzero, annunciato il 3 dicembre da media specializzati sulle vicende vaticane. A loro avviso, Anrig, 42 anni, era giudicato troppo severo da alcune guardie. Una ha persino evocato una "dittatura". "Non c'è nulla di inusuale (...). Si tratta solo di un rinnovamento perché il suo mandato è concluso. È salutare sapere che nessuno è eterno", spiega il papa, aggiungendo di aver discusso con il comandante decidendo di comune accordo che lasciasse l'incarico entro la fine dell'anno. Secondo il pontefice, la decisione risale allo scorso luglio. Anrig terminerà ufficialmente il suo servizio il 31 gennaio 2015. Papa Francesco afferma anche di aver discusso a lungo con le guardie e di aver "percepito che un cambiamento sarebbe stato benvenuto". Sottolinea che "non vi è stato né errore né peccato" da parte del comandante. Questi "è una persona eccellente, un ottimo cattolico, una persona che tiene alla famiglia", aggiunge assicurando che con lui aveva "un'eccellente relazione personale". Anche riguardo ai malumori in merito all'alloggio di Anrig, da taluni giudicato troppo lussuoso, il papa difende il comandante: "Il suo appartamento è stato rinnovato lo scorso anno, è certamente spazioso, ma perché ha quattro figli".
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