
Tra le vittime - i morti, i feriti o gli ostaggi - causate dal blitz di Hamas nei kibbutz al confine con Gaza potrebbe esserci anche qualcuno molto caro al Papa. Lo ha confidato lo stesso Pontefice in una telefonata col giornalista e amico israeliano Enrique Cymerman. Nel raccontargli della situazione, "peggio di quanto si possa vedere nelle immagini", il giornalista ha detto al Papa che tra le persone colpite dai terroristi ci sarebbero diversi argentini. "Lo so, lo so", ha risposto il Papa aggiungendo: "Penso che sicuramente qualche mio amico e lì".
8 morti e 19 dispersi argentini
Francesco si potrebbe riferire, anche se non lo dice espressamente nella telefonata che è stata rilanciata sui social, in particolare ad un suo vecchio amico argentino che viveva in un kibbutz proprio al confine con Gaza. Il giornale La Nacion scrive che, fino a questo momento, si contano 8 morti e 19 dispersi tra gli argentini. Francesco, nella telefonata, ha assicurato la sua vicinanza e ha detto di volere incontrare le famiglie degli ostaggi, come chiesto da quelle argentine attraverso Cymerman. Infine con la voce rattristata ha commentato: "E' come essere tornati indietro di cinquant'anni".
"Si rispetti il diritto umanitario, soprattutto a Gaza"
Il Papa, che sta anche telefonando quasi tutti i giorni alla parrocchia cattolica di Gaza, per avere notizie della situazione nella Striscia, ha rinnovato il suo appello all'Angelus sia per gli ostaggi israeliani detenuti da Hamas sia per i civili di Gaza stretti da un assedio senza via d'uscita: "Rinnovo l'appello per la liberazione degli ostaggi e chiedo con forza che i bambini, i malati, gli anziani, le donne e tutti i civili non siano vittime del conflitto. Si rispetti il diritto umanitario, soprattutto a Gaza dove è urgente e necessario garantire corridoi umanitari e soccorrere tutta la popolazione".
"Stop a tutte le guerre"
Poi il Pontefice ha chiesto a tutte le parti di fermarsi: "Già sono morti moltissimi, per favore non si versi altro sangue innocente né in Terra Santa né in Ucraina o in qualsiasi altro luogo. Basta! - ha detto - Le guerre sono sempre una sconfitta, sempre". Infine ha rilanciato l'invito della Chiesa di Terra Santa a tutti i credenti affinché martedì 17 ottobre sia una giornata di preghiera e digiuno per la pace. "La preghiera - ha sottolineato il Papa - è la forza mite e santa da opporre alla forza diabolica dell'odio, del terrorismo, della guerra".

