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Papa: curia malata, facciamo esame di coscienza
Redazione
12 anni fa

Con un discorso impressionante per la analisi, la franchezza, la serenità e l'intento di guarigione, papa Bergoglio incontrando la curia romana per gli auguri di Natale, l'ha invitata a fare "un catalogo, come quello che facevano i padri del deserto", un catalogo di "alcune probabili malattie curiali, malattie e tentazioni che indeboliscono il nostro servizio". Catalogo da fare alla fine di un anno di lavoro cruciale per le riforme avviate dal papa latinoamericano, per un "sostegno e uno stimolo a un vero esame di coscienza" in vista del Natale. Catalogo lungo - 15 malattie - e impietoso, senza auto-giustificazioni. Malanni che la curia deve riconoscere e curare, se vuole realmente essere un "corpo unito" che lavora e serve in "armonia", secondo l'immagine della Chiesa come "corpo mistico" per sostenere la quale il Papa è ricorso a Pio XII e al concilio Vaticano II. Fra le patologie curiali indicate da papa Francesco vi è il sentirsi immortale, immune o addirittura indispensabile; l'"impietrimento" mentale e spirituale; l'Alzheimer spirituale, cioè la dimenticanza della propria storia di salvezza da cui viene la "assoluta dipendenza dalle proprie vedute spesso immaginarie"; la vanità e vanagloria; e "ultima, la malattia del profitto mondano, degli esibizionismi". Il papa invita ad applicare come "antidoto a questa epidemia" "una ordinaria visita ai cimiteri: ci potrebbe aiutare a vedere i nomi di tante persone delle quali tante pensavano di essere immortali, immuni e indispensabili". Poi un invito, chissà, forse rivolto anche a se stesso, a non "trascurare il necessario riposo", "trascorrere tempo con i familiari e rispettare le ferie", per "evitare stress e agitazione". Il Papa ha concluso osservando che queste "malattie e tentazioni sono naturalmente un pericolo per ogni cristiano e per ogni curia, comunità, congregazione, etc e possono colpire sia a livello individuale che comunitario". Ma probabilmente, pur apprezzando lo spirito costruttivo e fraterno di questa osservazione, nessuno dei curiali presenti avrà pensato che oggi Bergoglio non avesse scritto questo poderoso discorso mirando dritto alla curia romana. ".

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