
È la crisi morale, più ancora di quella economica, a ferire l'umanità. E la Chiesa cattolica si rivolge direttamente all'Occidente per spronare la società "a superare la mentalità egoista e tecnicista, a promuovere il bene comune, a rispettare le persone più deboli, a cominciare da quella ancora non nate". Lo ha detto papa Benedetto XVI nel suo messaggio natalizio, pronunciato dalla loggia della Basilica Vaticana, prima della benedizione "Urbi et Orbi" e dei saluti in 65 lingue del mondo. La Chiesa - ha sottolineato il papa - è "una presenza che chiama all'accoglienza" di "quanti migrano dalla loro terra e sono spinti lontano dalla fame, dall'intolleranza e dal degrado ambientale", La Chiesa "è solidale con coloro che sono colpiti dalle calamità naturali e dalla povertà, anche nelle società opulenti". Papa Ratzinger ha poi anche invocato pace per la Terra Santa, ancora segnata da una "logica di violenza e di vendetta", per l'Iraq, per il grande Medio Oriente e per i tanti paesi dell'Asia e dell'Africa feriti da conflitti, drammi e povertà. ATS
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