
La Chiesa "non è un potere politico, non è un partito" ma non rinuncia alla sua missione di "educare le coscienze". La Chiesa "sta sempre dalla parte della libertà, libertà di coscienza, di religione". È il messaggio lanciato oggi da Benedetto XVI alla sua partenza per il viaggio apostolico in Messico e Cuba. Un viaggio in un paese squassato dal narcotraffico, tanto che l'appello accorato del Papa è di fare il "possibile contro il male distruttivo" della droga. Ma anche un viaggio di speranza per Cuba, dove, ha detto il Papa, "l'ideologia marxista non corrisponde più alla realtà. ma dove è possibile "trovare nuovi modelli, con pazienza e in modo costruttivo". Con la Chiesa che vuole "aiutare in spirito di dialogo". Affrontando il tema dei problemi sociali in America Latina Benedetto XVI ha sottolineato che "la Chiesa non è un potere politico, non è un partito, ma è una realtà morale, un potere morale". "Anche la politica però - ha aggiunto il Papa - deve essere una realtà morale ed è in questo che la Chiesa ha fondamentalmente a che fare con la politica. Il primo compito - ha spiegato - è educare le coscienze creando così la responsabilità necessaria" a formarle "sia nell'etica individuale, sia nell'etica pubblica", anche contro la "schizofrenia" che si presenta tra i due comportamenti, individuale e pubblico. ATS
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