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Estero
Papa: chi crede non si senta perfetto né disprezzi altri
Redazione
9 anni fa

Davanti a circa settemila pellegrini provenienti da tutto il mondo, che lo hanno letteralmente travolto col loro entusiasmo, papa Francesco ha dedicato oggi l'udienza - la seconda dopo la pausa di luglio - al "Perdono divino, motore della speranza". E come gli scribi che si sentivano scandalizzati dalle parole di perdono e misericordia di Gesù per i peccatori e per gli esclusi, anche oggi - secondo papa Bergoglio - ci sono "quelli che si credono perfetti: io penso a tanti cattolici che si credono perfetti e disprezzano gli altri. È triste questo", ha detto. "Gesù condivide il dolore umano - ha spiegato -, e quando lo incrocia, dal suo intimo prorompe quell'atteggiamento che caratterizza il cristianesimo: la misericordia. Gesù prova compassione". È per questo - ha aggiunto - "che Gesù spalanca le braccia ai peccatori. Quanta gente perdura anche oggi in una vita sbagliata perché non trova nessuno disponibile a guardarlo o guardarla in modo diverso, con gli occhi, meglio, con il cuore di Dio, cioè con speranza. Gesù invece vede una possibilità di risurrezione anche in chi ha accumulato tante scelte sbagliate". "La Chiesa - ha detto ancora - è un popolo di peccatori che sperimentano la misericordia e il perdono di Dio". E col perdono, i peccatori "non solamente vengono rasserenati a livello psicologico, perché liberati dal senso di colpa. Gesù fa molto di più: offre alle persone che hanno sbagliato la speranza di una vita nuova, una vita segnata dall'amore". Il Papa ha ricordato Matteo il pubblicano che "diventa apostolo di Cristo", quindi Zaccheo, "ricco corrotto di Gerico" - "questo aveva sicuramente una laurea in tangenti", ha rimarcato - che "si trasforma in un benefattore dei poveri". "Ci fa bene pensare che Dio non ha scelto come primo impasto per formare la sua Chiesa le persone che non sbagliavano mai", ha osservato. "Siamo tutti poveri peccatori, bisognosi della misericordia di Dio che ha la forza di trasformarci e ridarci speranza, ogni giorno". Francesco ha ribadito l'idea salutando i pellegrini di lingua araba, "in particolare i provenienti dall'Egitto, dalla Terra Santa e dal Medio Oriente". "Gesù non ha fondato una chiesa composta da persone buone e giuste, ma da peccatori e da deboli che hanno sperimentato la misericordia di Dio e cercano di vivere la sua volontà, attraverso i sentieri della loro vita quotidiana", ha ricordato. Quindi "la missione primaria e fondamentale della Chiesa è quella di essere un 'ospedale da campo', e un luogo di guarigione, di misericordia e di perdono e di essere la fonte di speranza per tutti i sofferenti, i disperati, i poveri, i peccatori, e gli scartati". Al termine dell'udienza generale nell'Aula Paolo VI, Bergoglio ha poi detto, con voce commossa, di essere "rimasto profondamente addolorato dalla strage avvenuta domenica scorsa in Nigeria, all'interno di una chiesa, dove sono state uccise persone innocenti. E purtroppo stamattina è giunta notizia di violenze omicide nella Repubblica Centrafricana contro la comunità cristiana. Auspico che cessi ogni forma di odio e di violenza e non si ripetano più crimini così vergognosi, perpetrati nei luoghi di culto, dove i fedeli si radunano per pregare". "Pensiamo ai nostri fratelli e sorelle in Nigeria, nella Repubblica Centrafricana, preghiamo per loro", ha quindi aggiunto, recitando insieme ai fedeli un'Ave Maria.

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