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Estero
Papa a teologi, solo Chiesa puo' interpretare veramente Bibbia
Redazione
17 anni fa

Papa Benedetto XVI, ricevendo oggi in Vaticano gli studenti e i docenti del Pontificio Istituto Biblico, ha ribadito con fermezza che, al di là del pur necessario metodo storico-critico, spetta agli organismi istituzionali della Chiesa "interpretare autenticamente la parola di Dio scritta e trasmessa". Senza la fede e la tradizione della Chiesa, la Bibbia resta un libro "sigillato", ha spiegato Ratzinger durante l'incontro, avvenuto per sigillare i cento anni di vita dell'Istituto pontificio. Il Papa ha ricordato la costituzione dogmatica 'Dei verbum', elaborata dal Concilio Vaticano, che dando "legittimità e necessità" al metodo storico-critico, ribadiva tuttavia il carattere teologico dell'esegesi. "Essendo la Scrittura una cosa sola a partire dall'unico popolo di Dio, che ne è stato il portatore attraverso la storia, conseguentemente leggere la Scrittura come un'unità significa leggerla a partire dalla Chiesa come dal suo luogo vitale e ritenere la fede della Chiesa come la vera chiave d'interpretazione", ha sottolineato Benedetto XVI. "Se l'esegesi vuole essere anche teologia, deve riconoscere che la fede della Chiesa è quella forma di "sim-patia" senza la quale la Bibbia resta un libro sigillato: la Tradizione non chiude l'accesso alla Scrittura, ma piuttosto lo apre; d'altro canto, spetta alla Chiesa, nei suoi organismi istituzionali, la parola decisiva nell'interpretazione della Scrittura", ha spiegato ancora. "Alla Chiesa, infatti - ha concluso - che è affidato l'ufficio di interpretare autenticamente la parola di Dio scritta e trasmessa, esercitando la sua autorità nel nome di Gesù Cristo". ATS

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