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Italia
Pandorogate, Chiara Ferragni assolta dall'accusa di truffa aggravata
Ats
2 mesi fa
Il giudice non ha riconosciuto l’aggravante della minorata difesa dei consumatori, che rendeva il reato di truffa procedibile anche senza una denuncia.

Chiara Ferragni è stata assolta al termine del processo abbreviato con al centro i noti casi del Pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua. Lo ha deciso il giudice della terza sezione penale di Milano, Ilio Mannucci Pacini.

Le accuse

L'influencer era imputata per truffa aggravata in relazione a presunti messaggi ingannevoli pubblicati sui social: secondo l'accusa, avrebbe promosso la vendita dei due dolci lasciando intendere che parte del ricavato sarebbe andato a finanziare progetti di beneficenza.

Non riconosciuta l'aggravante

Il giudice Mannucci, tecnicamente, non ha riconosciuto l'aggravante, contestata dai pubblici ministeri, della minorata difesa dei consumatori o utenti online, che rendeva il reato di truffa procedibile anche senza una denuncia.

Querela ritirata dopo accordo risarcitorio

In questo modo, poiché il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) circa un anno fa aveva ritirato la querela in seguito a un accordo risarcitorio con la influencer, ha disposto il proscioglimento per estinzione del reato riqualificato in truffa semplice.

Prosciolti anche i coimputati

Proscioglimento che ha riguardato anche i coimputati di Chiara Ferragni, ovvero l'allora suo braccio destro, Fabio Damato, e il presidente di Cerealitalia, Francesco Cannillo.