
I siti palafitticoli di sei Paesi alpini in futuro dovrebbero essere iscritti nella lista dei patrimoni mondiali dell'UNESCO. Sotto l'egida della Svizzera, che ospita 82 dei 152 siti selezionati, attualmente è in preparazione un dossier di candidatura che l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) dovrebbe valutare nel corso del 2010. Il riconoscimento ufficiale potrebbe avvenire l'anno seguente. Complessivamente nei sei Paesi attorno alle Alpi si conoscono circa 1000 siti palafitticoli. Tenendo conto del valore scientifico di ciascuno di essi, la selezione si è limitata a 152. In Svizzera gli 82 siti considerati sono situati in 15 cantoni, soprattutto dell'Altipiano, ha indicato oggi a Berna in una conferenza stampa l'Ufficio federale della cultura (UFC). Le palafitte culturalmente rappresentano delle realtà assai diverse che coprono il periodo che si estende dal Neolitico all'inizio dell'Età del ferro (tra 5000 e 800 anni avanti Cristo). Si tratta di siti subacquei in cui il materiale organico, dalle ceste intrecciate a resti alimentari nei recipienti di ceramica, si è conservato in modo spettacolare per millenni, ha detto Beat Eberschweiler, archeologo cantonale zurighese. Attualmente i siti preistorici sono rarissimi nella lista dell'UNESCO, rappresentati essenzialmente da pitture rupestri. "Abbiamo fuori casa un patrimonio inestimabile: è nostro dovere conservarlo", ha detto Beat Arnold, archeologo cantonale a Neuchâtel. È proprio sulle rive del lago di Neuchâtel che la Svizzera ha iniziato una solida tradizione di ricerche archeologiche sui cosiddetti lacustri, ben 150 anni or sono. ATS
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