
Tehrik-e-Taleban Pakistan (Ttp), il più importante movimento talebano del Pakistan, si è detto disposto, se necessario, ad ospitare il nuovo capo di Al Qaida, Ayman al Zawahri, "affrontando qualunque sacrificio". Questa disponibilità, che emerge all'indomani della decisione dell'Onu di inserire il Ttp nella sua 'black list', è stata formulata dal vice capo del movimento, Mufti Waliur Rehman, davanti ad alcuni giornalisti portati in una impervia località al confine fra il Waziristan settentrionale e quello meridionale, alla frontiera con l'Afghanistan. Evocando la situazione di Al Qaida all'indomani della morte di Osama bin Laden, Rehman ha detto che "si tratta di una organizzazione internazionale e questa morte non ha causato alcun danno, perchè da tempo Al Zawahri aveva in mano le redini". E, ha aggiunto, "se Al Zawahri ne avesse bisogno, noi siamo pronti ad ospitarlo nelle aree tribali e pronti ad affrontare per questo qualunque tipo di sacrificio". Il leader del Ttp ha poi avvertito il Pakistan di non schiacciarsi sulle posizioni degli Usa precisando: "Stiamo valutando una decina di attacchi simili a quello contro la base navale Mehran di Karachi. A questo proposito abbiamo 2.000 kamikaze pronti ad agire che aspettano solo le nostre istruzioni". Il vice capo del movimento talebano ha poi sostenuto che esso è diventato internazionale in grado di colpire ovunque nel mondo, mentre gli Usa stanno perdendo potere. "Abbiamo inviato i nostri uomini in tutto il mondo - ha assicurato - ed il Ttp ha la capacità di colpire dappertutto". Infine Rehman ha affermato che gli Stati Uniti stanno andando verso la loro distruzione, con gravi perdite umane e materiali in Afghanistan. "Loro - ha concluso - hanno le più recenti tecnologie, ma noi abbiamo lo spirito della religione, che è più forte di qualsiasi tecnologia". ATS
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