
E' stata appianata in extremis la crisi provocata in Pakistan dalla contrapposizione tra il governo e il principale leader dell'opposizione Nawaz Sharif sulla questione dei giudici: il presidente della Corte suprema Iftikhar Chaudhry, rimosso nel 2007 dal regime militare e ormai icona della lotta per la democrazia, è stato reintegrato nel corso di una cerimonia che ha richiamato davanti alla sua abitazione centinaia di avvocati, rappresentanti della società civile e militanti per i diritti umani. Contemporaneamente Sharif e il primo ministro Yousuf Raza Gilani hanno tenuto la prima riunione del dopo-crisi e si sono dichiarati pronti alla "riconciliazione". "Sono venuto a incontrare Sharif con un ramo d'ulivo - ha spiegato Gilani - portando un messaggio del presidente Asif Ali Zardari che sostiene la necessità di una larga riconciliazione, visto che il Pakistan si trova a confrontarsi a grandi sfide". Una posizione raggiunta anche in seguito alle forti pressioni degli Stati Uniti, preoccupati per una eventuale destabilizzazione di questo paese nel cuore del loro dispositivo anti-terrorismo, e delle Forze armate pachistane. La cosiddetta 'crisi-Chaudry' era cominciata il 9 marzo 2007 quando l'allora presidente, il generale Pervez Musharraf che era arrivato al potere con un colpo di stato, lo destituì insieme ad altri magistrati temendo di essere dichiarato ineleggibile dalla Corte suprema. Si innescò così un vasto movimento di contestazione che nel 2008 portò alla caduta del regime militare. Ma anche l'attuale presidente Zardari non vedeva di buon occhio il reintegro di Chaudry temendo che, una volta tornato alla guida della Corte, potesse annullare l'amnistia che lo aveva liberato da antiche, ma pesanti, accuse di corruzione. Da ciò la sempre maggiore popolarità di Nawaz Sharif, culminata nella 'Lunga marcia' partita da Lahore e giunta fino alle porte della capitale. Il rischio di far precipitare il paese nel caos alla fine ha indotto il governo di Zardari a più miti consigli, fino all'atto finale di oggi, con il reintegro del presidente della Corte suprema. ATS
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