
È di 13 morti e più di 120 feriti il bilancio delle quattro bombe esplose questa sera nel Pakistan nord-occidentale, tre a Peshawar e una a Dera Ismail Khan, all'indomani dell'attacco che ha distrutto la sede dei servizi segreti pachistani a Lahore. Due i terroristi uccisi, secondo la televisione Geo Tv, dopo le prime due esplosioni in seguito ad un conflitto a fuoco tra estremisti e forze di polizia nel capoluogo della Provincia Frontaliera di Nord Ovest (NWFP), la parte occidentale del Pakistan ai confini con l'Afghanistan. La prima bomba di Peshawar è esplosa nel tardo pomeriggio nel Karbari Bazar, in un negozio di articoli elettrici, mentre un paio di minuti dopo è esplosa un'altra bomba nel mercato di fronte, il Qisa Kwani: otto le persone uccise. I due ordigni, secondo indiscrezioni di polizia, sarebbero stati piazzati su auto osu moto. La terza esplosione a Peshawar, causata da un'autobomba, è avvenuta a distanza di poco più di un'ora nei pressi di un posto di blocco di Matni, ferendo otto poliziotti e uccidendone due. Subito dopo ci sono stati scontri a fuoco tra agenti di polizia e presunti terroristi: tra questi ultimi due sono stati uccisi. La giornata di sangue non era però finita: una quarta esplosione ha provocato due morti e 13 feriti a un posto di blocco a Dera Ismail Khan. Stamane il gruppo talebano Tehreek-e-Taliban Pakistan aveva rivendicato la responsabilità dell'attacco terroristico di ieri a Lahore, nella parte orientale del Pakistan. In quella occasione, un'autobomba e un lancio di granate contro la stazione centrale di polizia e gli uffici dei servizi di intelligence, l'ISI, aveva causato oltre 25 morti. Gli attentati di oggi sono avvenuti nella regione teatro degli scontri più violenti tra i soldati pachistani e i talebani. In questi giorni l'esercito sta combattendo soprattutto nella valle dello Swat, che fa parte della NWFP (North-West Frontier Province), dalla quale molti talebani stanno scappando. Secondo fonti di stampa, molti si sarebbero rifugiati sulle alture ai confini con l'Afghanistan, altri invece avrebbero fatto rotta su Peshawar, da sempre importante snodo non solo commerciale, ma anche dei traffici illeciti con l'Afghanistan. ATS
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