
Una donna pachistana di 30 anni, impegnata da tempo nelle campagne di vaccinazione contro la poliomielite nella provincia nord-occidentale di Khyber Pakhtunkhwa, è stata, fra domenica e ieri sera, rapita dalla sua casa a Peshawar, torturata e brutalmente uccisa. Lo hanno reso noto oggi le autorità locali. Salma Farooqi, si è appreso, aveva sfidato le minacce di estremisti che avevano ordinato alla gente di non aderire alla campagna di vaccinazione lanciata dal governo provinciale. Abitante del villaggio di Gulozai, alla periferia di Peshawar, Salma aveva lavorato con tenacia alla riuscita del programma, sviluppatosi in un quadro di imponenti misure di sicurezza. Questo non era piaciuto ai militanti fondamentalisti che avversano il piano di vaccinazioni anti-polio, ritenendo gli operatori sanitari delle spie. "Un gruppo di circa 12 persone - ha raccontato Abdul Ghani, padre della vittima - ha fatto irruzione in casa. Dopo aver legato le mani degli altri membri della famiglia, hanno trascinato via Salma", madre di cinque figli. La polizia ha immediatamente avviato le ricerche per salvare di salvare la donna il cui cadavere, però, è stato recuperato ieri sera in un campo abbandonato. Insieme a Nigeria ed Afghanistan, il Pakistan è uno dei soli tre Paesi al mondo che non hanno ancora debellato la polio. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in Pakistan i casi di polio sono stati 91 nel 2013, contro i 58 dell'anno precedente. Dal 2012, quando movimenti fondamentalisti hanno dichiarato guerra ai vaccinatori anti-polio, decine di volontari e agenti di polizia sono stati uccisi in agguati e attentati.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

