
La polizia pachistana ha caricato e malmenato con manganelli una manifestazione di avvocati contro lo stato d'emergenza del presidente generale Pervez Musharraf, mentre centinaia di oppositori politici venivano arrestati, malgrado le critiche internazionali. Gli Stati Uniti hanno annunciato oggi di avere sospeso i colloqui bilaterali militari annuali. Ieri hanno minacciato una revisione degli aiuti, già 12 miliardi di dollari dal 2001. Musharraf ha proclamato lo stato d'emergenza sabato, giustificandolo con la necessità di superare la "paralisi" determinata dall'ingerenza della magistratura che avrebbe impedito di combattere con efficacia il terrorismo dilagante. Gli avvocati hanno annunciato da oggi uno sciopero delle toghe. Il loro movimento è l'avanguardia dell'opposizione civile. Durante la manifestazione pacifica di oggi a Karachi, la polizia è intervenuta a manganellate e ha fermato decine di avvocati, riferiscono testimoni. Il partito d'opposizione islamico, Jamaat-e-Islami, ha detto che le autorità nella notte hanno fermato tra i 600 e i 700 sostenitori del gruppo. Ieri sono state arrestate 400 o 500 oppositori politici. Il generale, al potere dal 1999 con un colpo di Statomilitare, ha sospeso la Costituzione. Avvocati, giornalisti e politici dell'opposizione hanno denunciato che Musharraf ha dichiarato lo stato d'emergenza per bloccare una sentenza a suo sfavore della Corte suprema. Questa settimana i giudici avrebbero dovuto esprimersi sulla legittimità della sua elezione, il 6 ottobre, contestata dall'opposizione. La situazione della sicurezza è molto deteriorata in Pakistan, l'unico Paese islamico con la bomba atomica. Da luglio sono morte 800 persone in episodi di violenza, inclusi 23 attentati suicida. ATS
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