
Il comandante in capo dell'esercito pachistano, generale Kayani, ha autorizzato le truppe dispiegate lungo il confine con l'Afghanistan a rispondere al fuoco della NATO nel caso di una nuova operazione di sconfinamento. Il ministro degli esteri pachistano Hina Rabbani Khar ha invece detto che il Pakistan metterà fine al suo sostengo alla "guerra al terrore" degli Stati Uniti se la sovranità territoriale pachistana sarà violata un'altra voltà, dopo l'incidente in cui 25 militari sono morti in un raid della NATO. "Il bicchiere è davvero colmo!" ha esclamato la Rabbani Khar in una testimonianza ieri sera davanti al Senato di Islamabad. "Il governo non tollererà nessun altro versamento di sangue di civili o soldati pachistani" ha aggiunto. Il capo della diplomazia di Islamabad ha anche ribadito che non parteciperà alla conferenza sul futuro dell'Afghanistan prevista a Bonn la prossima settimana a cui partecipano 90 Paesi. La decisione di boicottare l'importante summit e altre misure saranno discusse oggi da uno speciale Comitato bicamerale per la sicurezza nazionale. L'incidente di sabato scorso ha mandato su tutte le furie anche l'esercito che ora minaccia rappresaglie contro future incursioni militari della NATO. In una lettera inviata ai vari reparti dislocati lungo il confine nord occidentale, il generale Kayani ha rivisto la "catena di comando" autorizzando i comandanti locali a intervenire militarmente se attaccati. "Questo significa che le forze della NATO in Afghanistan saranno trattate come una possibile minaccia" ha detto l'ex responsabile delle zone tribali e analista militare Mehmood Shah. "Finora il loro compito era soltanto quello di fermare le infiltrazioni di terroristi" ha precisato. Nel frattempo, gli USA stanno cercando di allentare la tensione. L'ambasciatore statunitense a Islamabad, Cameron Munter, ha presentato con un video su YouTube le sue scuse e condoglianze ai familiari dei militari uccisi nel raid. ATS
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