
Il giornalista del New York Times David Rhode, 41 anni, rapito in Afghanistan da militanti talebani più di sette mesi fa, è riuscito a fuggire dal luogo di detenzione in cui era tenuto prigioniero, nel nord del Pakistan, ed si trova ora nella base militare americana di Bagram, in Afghanistan sano e salvo. Lo ha reso noto il New York Times, precisando che Rhode è riuscito a scappare con un altro giornalista afghano insieme al quale era trattenuto prigioniero, Tahir Ludin. I due si sono arrampicati sulla parete del rifugio in cui erano rinchiusi, nella Waziristan, nel Pakistan settentrionale, e sono quindi riusciti a far perdere le loro tracce fino a quando hanno trovato un esploratore dell'esercito pachistano che li ha guidati fino alla base militare più vicina. Da qui i due sono stati successivamente trasferiti in aereo alla base militare americana di Bagram, in Afghanistan, da dove Rhode ha potuto mettersi in contatto con la moglie e col suo giornale. Rhode, ritenuto tra i colleghi del New York Times uno dei più bravi reporter investigativi, era stato rapito il 10 novembre a sud di Kabul, in Afghanistan, mentre insieme al collega Ludin e all'autista afghano Asadullah Mangal era diretto nella provincia di Logar per un'intervista a un capo militare talebano. Secondo quanto riferito al New York Times dalla moglie del giornalista, Kristen Mulvihill, Rhode e il suo collega afghano stanno bene, e hanno detto che il loro autista rapito insieme a loro è rimasto, per sua scelta, con i talebani. Il direttore del New York Times, Bill Keller, ha detto che in questi sette mesi il giornale aveva scelto la linea del silenzio sul rapimento per non mettere a rischio la vita degli ostaggi. Ha precisato anche che non è stato pagato alcun riscatto. Quello di David S. Rhode è solo l'ultimo caso di sequestro in Afghanistan e Pakistan nei confronti di un giornalista. Un altro caso finito tragicamente è quello del giornalista americano del Wall Street Journal Daniel Pearl: rapito alle porte di Karachi, in Pakistan, il 23 gennaio del 2002. Circa un mese dopo, esattamente il 21 febbraio, una videocassetta fatta avere dai talebani documenterà la sua decapitazione. ATS
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