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Estero
Pakistan: cristiano condannato a morte per blasfemia
Redazione
12 anni fa

In una semplice discussione con un amico musulmano avrebbe "insultato il Profeta Maometto", un insulto che un anno fa scatenò la violenza della folla contro una baraccopoli di cristiani e che oggi al cristiano che lo avrebbe pronunciato è costato una condanna a morte per "blasfemia", pronunciata dall'Alta corte di Lahore, la seconda città del Pakistan. Il Pakistan, Paese di 180 milioni di abitanti il 97% dei quali musulmani con una piccola minoranza cristiana del 2% circa, ha una controversa legge sulla blasfemia che condanna indistintamente, con pene che arrivano a quella capitale, le offese a qualunque religione riconosciuta. Una legge, difesa strenuamente dai fondamentalisti, dal clero e da molti islamici, e che punisce anche una semplice offesa verbale, una semplice opinione espressa in una qualsiasi conversazione. Una legge accusata dai detrattori di essere strumento in mano a chiunque per ricattare qualcun altro o per farsi valere in una disputa. Il protagonista della vicenda, Sawan Masih, abitante della baraccopoli cristiana di Joseph Colony di Lahore, si è difeso in tribunale sostenendo proprio questo: l' "amico" islamico con cui ha avuto il litigio l'avrebbe messo nei guai per prevalere in una disputa su questioni personali e materiali . Vero o non vero, l'insulto blasfemo nel marzo del 2013 scatenò la furia di circa 3.000 musulmani, che attaccarono Joseph Kolony, dove bruciarono un centinaio di abitazioni, per lo più poverissime baracche. E che ha evidenziato una diffusa suscettibilità religiosa, che il mese scorso - ultimo episodio in ordine di tempo - ha scatenato l'assalto a un tempio induista dove una copia del Corano sarebbe stata oltraggiata, secondo una voce incontrollata che si è rapidamente diffusa. Oggi la sentenza: "Il giudice ha annunciato la sentenza di morte per Sawan Masih. Ma presenteremo appello", ha dichiarato l'avvocato che ha difeso l'uomo, Naeem Shakir. Il verdetto è stato annunciato all'interno del carcere dove Masih è detenuto.

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