
Sei mesi di missili lanciati a sorpresa dal cielo, nell'ambito della più vasta campagna di omicidi mirati lanciata dalla Cia dai tempi della guerra in Vietnam, hanno messo Al Qaida in ginocchio in Pakistan. Ne è convinta l'intelligence americana, che nota segni di caos tra i terroristi nelle aree pachistane al confine con l'Afghanistan. E l'apparente successo spinge l'amministrazione Obama a proseguire con forza nel programma di attacchi con i Predator, ordinato dalla Casa Bianca di Bush. E' dalla fine dell'agosto scorso che il programma dei droni gestiti dalla Cia ha "tolto i guantoni", nelle parole di un funzionario dell'intelligence citato in forma anonima dal "Los Angeles Times", per diventare molto più aggressivo e letale. L'allora presidente George W.Bush sei mesi fa ha autorizzato i servizi segreti a utilizzare i missili dei Predator nelle regioni tribali del Pakistan senza dover prima chiedere l'autorizzazione al governo di Islamabad. L'offensiva ha provocato dure reazioni pachistane, ma secondo gli addetti all'antiterrorismo negli Usa sta dando risultati importanti. Almeno nove leader di Al Qaida di alto profilo sono stati uccisi insieme a decine di militanti, e adesso tra i terroristi sembra essersi scatenata una caccia ai 'delatori' che tradisce il loro nervosismo. Secondo le indiscrezioni lasciate trapelare dalla Cia, ci sono indicazioni che all'interno dell'organizzazione terrorista sia in atto un caotico regolamento di conti nelle regioni tribali pachistane. Non sapendo più di chi fidarsi, rivelano le fonti d'intelligence, i capi locali stanno attaccandosi l'un l'altro. Sono anche avvenute esecuzioni di presunte spie, accusate di aver fornito le informazioni per gli attacchi degli aerei senza pilota americani. Almeno 38 attacchi con Predator sono stati registrati da agosto a oggi nella regione, rispetto a solo 10 complessivi negli anni 2006 e 2007. L'amministrazione Bush ha deciso di colpire senza attendere il via libera da Islamabad subito dopo le dimissioni del presidente pachistano Pervez Musharraf, che negli anni si era duramente opposto alla violazione della sovranità territoriale da parte degli Usa. I missili della Cia hanno eliminato tra gli altri Rashid Rauf, presunto stratega di un piano del 2006 per far saltare aerei di linea in volo sull'Atlantico; Abu Khabab Masri, ritenuto il responsabile delle armi biochimiche di Al Qaida; Khalid Habib, un terrorista accusato di pianificare attacchi in Occidente; e Usama al-Kini, ritenuto il mandante di un attentato a settembre all'hotel Marriott di Islamabad. Mancano all'appello i due capi storici di Al Qaida, Osama bin Laden e Ayman al Zawahri, per i quali però si starebbero riducendo le aree sicure nella regione pachistana. Il presidente Barack Obama per il momento sembra intenzionato a proseguire sulla linea degli attacchi con i droni ordinata da Bush. Dal suo arrivo alla Casa Bianca, i Predator risultano aver colpito almeno nove volte nelle province occidentali e di nord-ovest del Pakistan. Il nuovo direttore della Cia, Leon Panetta, pur non affrontando apertamente il tema degli attacchi con i droni - trattandosi di un'operazione segreta sulla quale gli americani non fanno ammissioni ufficiali - ha ribadito di recente che riguardo al Pakistan con l'arrivo della nuova amministrazione "non è cambiato niente per quel che riguarda i nostri sforzi di dar la caccia ai terroristi, e niente cambiarà questi sforzi". ATS
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