
Il governo pachistano ha proibito una protesta organizzata per domani dal leader dell'opposizione Benazir Bhutto, che ha annunciato oggi la fine di qualsiasi dialogo con il presidente generale Pervez Musharraf. La Bhutto, rientrata in patria dopo otto anni di esilio volontario, sulla base di un patto di spartizione del potere con Musharraf, apertamente voluto dagli Stati Uniti, ha organizzato per domani una marcia in auto per i circa 300 chilometri da Lahore a Islamabad contro lo stato di emergenza imposto dal generale il 3 novembre. "Diciamo no, a colloqui con Musharraf", ha detto oggi la Bhutto. Musharraf si è rifiutato ieri di dire quando termineranno le leggi speciali adottate con la giustificazione di meglio combattere il terrorismo, ma in base alle quali sono stati finora arrestati circa tremila oppositori politici ed esponenti della società civile. La Bhutto, molto popolare in certi parti del Pakistan, ha esortato tutta la popolazione a unirsi alla sua "Lunga marcia", malgrado le minacce di attentati. Il 18 ottobre, il giorno del suo rientro, quasi 139 persone sono rimaste uccise nel peggiore attentato della storia del Pakistan, contro le centinaia di migliaia di sostenitori del Partito popolare pachistano (Ppp) della Bhutto, che si eranoradunate a Karachi per accogliere l'ex primo ministro. ATS
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