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Estero
Pakistan: Bhutto chiama a lunga marcia contro Musharraf
Redazione
19 anni fa

L'ex primo ministro Benazir Bhutto ha chiamato la popolazione pachistana a una 'Lunga marcia' di protesta contro il generale Pervez Musharraf se non sarà revocato lo stato d'emergenza imposto sabato scorso, mentre cresce la repressione e si alza più forte la voce della protesta della società civile. La Bhutto, fatta rientrare in Pakistan dagli Stati Uniti due settimane fa per spartire il potere con il presidente e avviare il Paese verso una transizione democratica, più o meno reale, ha incontrato a Islamabad i partiti minori per concordare la strategia da seguire contro il "secondo colpo di Stato" di Musharraf.Ma il generale, 64 anni, salito al potere nel 1999 esautorando il governo civile, sembra deciso a ignorare gli appelli internazionali e a continuare con la repressione interna. "Go Musharraf, Go", hanno gridato i dimostranti, mentre la polizia lanciava gas lacrimogeni, a Islamabad, dove per la prima volta accanto agli avvocati, l'avanguardia della società civile, si sono schierati alcuni studenti. E a loro è andato anche l'appello a scendere in piazza di Imran Khan, leader dell'opposizione ed ex campione di cricket, costretto alla clandestinità per evitare il carcere. "Se la Bhutto non chiede il ritorno in carica dei giudici indipendenti destituiti da Musharraf, è perché ha un patto con il generale", ha aggiunto in un'intervista alla BBC Khan, il cui movimento non ha partecipato alla riunione di oggi con l'ex primo ministro. Musharraf ha destituito la Corte suprema che avrebbe dovuto esprimersi questa settimana sulla legittimità della sua elezione, il 6 ottobre. Anche il partito di Nawaz Sharif, il capo del governo rovesciato da Musharraf nel 1999 e da allora in esilio, non era presente all'incontro. Oltre 2.000 persone sono state arrestate in cinque giorni, avvocati, giudici, attivisti per i diritti umani. Ma non risulta nessun terrorista. Musharraff ha giustificato l'imposizione delle leggi speciali per combattere il terrorismo e salvare il Pakistan dal suicidio."Vuole salvare solo se stesso", dice l'opposizione. "Un'intera nazione è ostaggio degli interessi personali di un solo uomo - ha detto Sharif in Arabia saudita -. Musharraf non è più utile in nessuna battaglia contro il terrorismo". La Bhutto ha confermato una protesta per venerdì a Rawalpindi,malgrado siano proibiti i raduni, e una 'Lunga marcia'da Rawalpindi a Lahore la prossima settimana, se Musharraf non ripristinerà i diritti costituzionali, indirà le elezioni e darà le dimissioni dalle forze armate. Finora le proteste sono state di dimensioni limitate, ma un raduno organizzato dal Partito popolare pachistano (Ppp, della Bhutto), il principale dell'opposizione, potrebbe aggravare sostanzialmente la situazione già molto tesa. La televisione di Stato ha riferito che il parlamento,dominato dal partito di Musharraf e assenti i deputatidell'opposizione, ha ratificato lo stato d'emergenza. Il primo ministro Shaukat Aziz ha detto che la data della consultazione, originariamente prevista per metà gennaio, sarà fissata prima della scadenza della legislatura, il 15 novembre. "Non crediamo né alla Bhutto, né ad Aziz", dice ungiornalista. Le migliaia di giornalisti pachistani hanno decisouno sciopero della fame per il 14 novembre. Gli Stati Uniti hanno ricordato oggi a Musharraf che la loro pazienza non è "illimitata". Washington ha minacciato di rivedere gli aiuti, circa 12 miliardi di dollari dal 2001. Ma Islamabad resta comunque troppo importante strategicamente - lo ha ricordato oggi il numero due del Dipartimento di Stato Usa, John Negroponte - perché l'Occidente possa intervenire più di tanto su Musharraf: fra l'altro il 90 per cento dei rifornimenti alla Nato in Afghanistan passano dal Pakistan. ATS

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