
Il capo dell'esercito pachistano, generale Raheel Sharif, ha autorizzato ieri la condanna a morte di cinque terroristi coinvolti in diverse stragi. Lo riferisce l'ufficio stampa delle forze armate. Tra gli imputati c'è il presunto responsabili dell'attacco a un autobus di ismaeliti (comunità sciiti) avvenuto a Safora, nei pressi di Karachi, un anno fa. Nell'attentato hanno perso la vita 41 adepti della minoranza religiosa considerata 'ereticà dai gruppi fondamentalisti sunniti. A salire al patibolo sarà anche un sospetto militante che nell'aprile del 2015 ha assassinato l'attivista di diritti umani Sabeen Mahmud sempre a Karachi. Il governo pachistano ha revocato la moratoria sulle esecuzioni nel dicembre 2014 dopo la strage alla scuola militare di Peshawar costata la vita a a 140 persone, in maggioranza bambini. Lo scorso anno 328 detenuti sono stati impiccati in diverse prigioni del Paese, mentre altri 8 mila sono ancora nel braccio della morte secondo l'ong International Commission of Jurist (Icj). La ripresa delle condanne a morte è stata fortemente criticata da Amnesty International da altre associazioni di difesa dei diritti umani.
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