
I soccorritori pachistani hanno tentato stamani per la prima volta di penetrare nelle rovine ancora fumanti dell'hotel Marriott, per cercare altri corpi oltre ai 60 già ritrovati, tredici ore dopo l'attentato suicida che ha devastato il grande albergo. Lo ha riferito un giornalista dell'Afp. Per tutta la notte i pompieri e i militari hanno lavorato per spegnere il gigantesco incendio che ha bruciato il grande e lussuoso hotel di oltre 300 camere nel cuore di Islamabad, ma senza potersi spingere oltre la hall d'ingresso e alcuni ristoranti ai margini dell'edificio di sei piani. Stando all'emittente pachistana Geo TV una parte dell'hotel è crollata nella notte: l'edificio è stato per ore avvolto dalle fiamme.Tutt'intorno al punto dell'impatto per un raggio di una cinquantina di metri si vedono alberi spezzati in due, auto ridotte ad ammassi di lamiere ed edifici costellati di squarci. Solo alcuni uomini della Protezione civile, in tuta arancione, attrezzati come speleologi e con bombole d'ossigeno, sono riusciti a entrare più in profondità, portando con sé barelle. Fra i 60 morti finora accertati vi sono agenti della sicurezza e portieri dell'albergo, alcuni stranieri che stavano vicino alle uscite e passanti. Il kamikaze ha portato il suo camion bomba contro la barriera metallica che proteggeva l'accesso al Marriott, distante una ventina di metri dalla hall d'ingresso, ma la potenza dell'esplosione ha danneggiato tutto l'edificio: il cratere lasciato è di una ventina di metri di diametro e profondo circa otto. ATS
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