
Le autorità pachistane continuano oggi le indagini per stabilire se l'attentatore occultato da un burqa che ieri si è fatto esplodere a Khar, capoluogo della Bajaur Agency, causando la morte di 43 persone ed il ferimento di altre decine, fosse effettivamente una donna, come hanno sostenuto molti testimoni. In questo caso, scrive oggi il quotidiano Dawn, si tratterebbe del primo caso di un kamikaze femminile da quando nel 2006 è cominciata un'ondata di 250 attacchi suicidi che hanno ucciso migliaia di persone. La grande quantità di esplosivo utilizzata ha praticamente disintegrato il corpo dell'autore dell'attentato, ma vari testimoni fra gli agenti del posto di blocco dove si trovava la gente in attesa degli aiuti alimentari dell'Onu e fra i feriti in ospedale hanno assicurato di aver sentito una donna gridare prima dello scoppio. Un ufficiale della polizia scientifica ha sostenuto al riguardo, aggiunge il giornale, che "solo un esame del dna permetterà di accertare il sesso del kamikaze". Nella rivendicazione Azam Tariq, portavoce del movimento Tehrik-i-Taliban Pakistan (Ttp), non ha menzionato l'intervento di una donna, mentre l'ex-responsabile della sicurezza nell'Area tribale amministrata federalmente (Fata), Mahmood Shah, ha invitato alla cautela perché il fatto di aver sentito una donna gridare non vuol dire che fosse proprio lei a realizzare l'attentato. ATS
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