
Una forte esplosione avvenuta a Peshawar, nel nord-ovest del Pakistan, ha causato almeno cinque moprti. Lo riferisce la televisione Geo TV. Poco prima, in mattinata, un kamikaze si è fatto esplodere a vicino ad una stazione di polizia Bannu, sempre nel nord ovest del paese, facendo sei vittime. Quest'ultimo attentato suicida è stato rivendicato dai talebani, promettendone di nuovi e più devastanti. L'esplosione di Peshawar è stata registrata nell'area di Saddar. Sempre secondo la televisione, che cita fonti di polizia, ci sarebbero diversi feriti. A Bannu, capoluogo dell'omonimo distretto della Provincia della Frontiera del Nord-Ovest (NWFP), un attentatore suicida a bordo di un furgoncino imbottito di esplosivo ha raso al suolo un commissariato di polizia nel quartiere di Mandan, con un bilancio provvisorio di sei morti e una quarantina di feriti. Fonti sanitarie hanno indicato che molti di essi versano in condizioni critiche. Oltre al crollo del commissariato, lo scoppio ha provocato un cratere profondo oltre tre metri ed ha danneggiando gravemente anche alcuni edifici nel raggio di centinaia di metri. Bannu è una città storica, passaggio verso il Nord Waziristan, regione tribale instabile a ridosso del confine con l'Afghanistan e uno dei principali santuari di Al Qaida e dei talebani. E sono stati proprio i talebani ha rivendicare l'attentato con una telefonata alla Reuters. Un uomo di nome Qari Hussain, che si è definito portavoce del nuovo capo talebano Hakimullah Mehsud, leader del Tehrik-e-Taliban (Movimento degli studenti del Pakistan), ha rivendicato la responsabilità dell'attacco promettendone di nuovi e più devastanti. "Il governo stava prendendosi un indebito vantaggio dal nostro silenzio - ha detto Qari Hussain - Faremo altri di questi attacchi ed i prossimi saranno molto più potenti". ATS
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