
Sono proseguiti anche oggi gli scontri fra musulmani sunniti e sciiti in una zona tribale del Pakistan nord occidentale, e il bilancio delle violenze ha raggiunto 107 morti in quattro giorni, secondo una fonte delle forze di sicurezza che ha voluto l'anonimato. Gli scontri odierni, che hanno fatto 14 morti e circa 50 feriti, sono ripresi poche ore dopo che le forze armate pachistane avevano annunciato di aver ristabilito la calma e l'ordine interponendosi fra le parti in lotta nel distretto di Kurram, nella Provincia della frontiera del nord ovest (Nwfp), al confine con l'Afghanistan. Negli scontri 11 soldati sono stati uccisi e 32 feriti, ha detto oggi il generale Waheed Arshad, portavoce delle forze armate pachistane. Epicentro degli scontri è la cittadina di Parachinar, nonostante il coprifuoco imposto dallo scorso 7 aprile proprio a causa delle continue violenze interreligiose, che in Pakistan hanno fatto oltre 4.000 morti dalla fine degli anni '80. Gli sciiti sono circa il 20% dei 160 milioni di pachistani (al 97% musulmani); ma a Parachinar sono la maggioranza. ATS
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