
È salito ad almeno 207 morti e oltre 500 feriti il bilancio delle numerose esplosioni che hanno colpito oggi chiese e hotel dello Sri Lanka: lo riporta il Guardian.
Secondo la polizia le esplosioni sono avvenute in un quartiere a nord della capitale Colombo e nella città di Negombo, alle porte della capitale. Tra le vittime ci sarebbero 35 stranieri.
Il presidente dello Sri Lanka, Maithripala Sirisena, ha diffuso una dichiarazione in cui invita la popolazione alla calma e a collaborare con le autorità nelle loro indagini sugli attentati. Lo riporta la Bbc online.
Da parte sua, il premier Ranil Wickremesinghe ha convocato un consiglio dei ministri di emergenza ed ha "condannato con forza" gli attacchi. Il ministro delle Finanze Mangala Samaraweera ha scritto su Twitter che gli attacchi odierni rappresentano un "tentativo ben coordinato di creare morti, caos e anarchia".
Lo Sri Lanka, dopo decenni di conflitti interni tra governo e separatisti tamil e un periodo di pace, all'alba è ripiombato nell'incubo. Sei esplosioni in sequenza sono avvenute in tre chiese e tre alberghi della capitale Colombo, frequentati anche da stranieri, e in altre due località, Batticaloa e Negombo. Per i fedeli in preghiera non c'è stato scampo.
Altri due kamikaze sono entrati in azione ore più tardi alla periferia di Colombo, seminando ancora morte. Tra le vittime straniere si contano "diversi" cittadini statunitensi (come annunciato dal segretario di Stato degli Usa Mike Pompeo), britannici, olandesi, danesi, due turchi, un cinese e un portoghese. Al momento non risultano svizzeri coinvolti.
La paura si è diffusa in fretta: il governo ha imposto un coprifuoco di dodici ore, dalle 18.00 (le 14.30 in Svizzera) alle 6.00 del mattino, lasciando però la possibilità di partire a chi intenda abbandonare il Paese. Chi è in possesso di un biglietto aereo dovrà solo mostrarlo ai posti di blocco per raggiungere l'aeroporto. Oscurati, "per evitare la diffusione di fake news", tutti i social media. Scuole chiuse per 48 ore. I segni degli attentati sono atroci: testimoni raccontano di brandelli di corpi e teste sparsi sui marciapiedi davanti agli alberghi.
Il ministro della difesa dello Sri Lanka ha annunciato poche ore dopo gli attentati di avere "identificato i responsabili" di quelli che vengono ritenuti atti di "terrorismo" compiuti da "estremisti religiosi". Sono state arrestate sette persone. Ma resta confusa la matrice degli attacchi, che il ministro delle finanze ha definito un "tentativo ben coordinato di creare morti, caos e anarchia".
Dolore e condanna sono stati espressi dai leader di tutto il pianeta, dalla Russia alla Nuova Zelanda, dall'Europa ai Paesi del Golfo passando per gli Stati Uniti. Il Papa si è detto colpito da questa "violenza così crudele". L' arcivescovo di Parigi si è chiesto nella messa di Pasqua, svolta a Saint Eustache dopo il rogo di Notre-Dame, il "perché di tanto odio in questo giorno in cui celebriamo l'amore". E il presule di Colombo non è riuscito a contenere il dolore affermando che i responsabili degli attacchi "vanno puniti senza pietà". Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha parlato di "orrore". La Casa Bianca ha condannato nel modo più duro gli "ignobili attacchi terroristici". La Svizzera ha stigmatizzato "l'intolleranza e la violenza che hanno causato tante sofferenze in questo Paese".
Tra le vittime non solo cristiani, c'è perfino una famosa chef cingalese, ma si ritiene che si sia voluto colpire soprattutto questa comunità in un giorno sacro. Una strage quasi annunciata, tanto che la polizia aveva alzato la guardia da dieci giorni davanti alle chiese principali del Paese. Gli attentati di oggi sono l'ultimo atto di una scia di sangue che, solo nel 2018 - secondo un rapporto di World Watch List - ha lasciato dietro di sé 4305 cristiani uccisi.
AGGIORNAMENTO DELLE 12.10:
Il numero delle bombe sale a otto, lo riporta il quotidiano tamil a tiratura nazionale Navamani. Questa ulteriore esplosione è avvenuta a Dematagoda, un sobborgo della capitale Colombo. Per il momento non risultano vittime.
Tutti i responsabili degli attacchi "sono stati identificati" e verranno arrestati "il prima possibile": lo ha detto il ministro della Difesa, Ruwan Wijewardene, che ha parlato di atti di "terrorismo" compiuti da estremisti religiosi. Lo riporta il Guardian.
AGGIORNAMENTO DELLE 11.20:
Un'altra esplosione, la settima, ha scosso lo Sri Lanka: lo riporta il Guardian, che cita la polizia. Questa esplosione è avvenuta a Dehiwala, un sobborgo alla periferia della capitale Colombo. Il bilancio delle vittime resta fermo a 156 mentre i feriti salgono a 560, lo riporta la CNN.
Il capo della polizia dello Sri Lanka aveva messo in guardia, 10 giorni fa, contro possibili attentati kamikaze a "chiese di rilievo" del Paese. Secondo quanto scrive il quotidiano indiano The Economic Times, l'allerta del capo della polizia dello Sri Lanka - Pujuth Jayasundara - è stato diffuso a livello nazionale l'11 aprile scorso ed era basato su una segnalazione di un'agenzia di intelligence straniera.
Nella segnalazione, questa agenzia indicava che l'organizzazione Tamil Nadu Thowheed Jamath (NTJ) "pianifica di realizzare attacchi suicidi contro chiese di rilievo, così come contro l'Alta commissione indiana (la missione diplomatica indiana, ndr) a Colombo".
AGGIORNAMENTO DELLE 10.30:
Il bilancio delle esplosioni è salito ad almeno 156 morti e oltre 500 feriti, lo riporta il quotidiano degli Emirati Khaleej Times. Tra le vittime ci sono anche 35 stranieri, cittadini americani, britannici e olandesi, afferma il quotidiano che cita una fonte ospedaliera.
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