
Durante un'audizione della Commissione di politica estera del Consiglio nazionale, il mediatore svizzero nel conflitto colombiano che oppone le forze governative ai guerriglieri delle FARC, Jean-Pierre Gontard, ha ribadito di non aver mai versato al movimento insurrezionale 500 mila dollari quale riscatto per la liberazione di due dipendenti di Novartis sequestrati. Nel corso della seduta, la commissione ha respinto una mozione dell'UDC con la quale si chiede al Consiglio federale di spingere la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey a cambiare dipartimento. Il nome di Gontard figura in uno scambio di mail intrattenuto nel 2001 da alcuni capi delle FARC (Forze armate rivoluzionarie della Colombia), che documenterebbe il pagamento del riscatto. La vicenda è diventata di dominio pubblico quando il computer utilizzato per lo scambio di missive è finito in mano alle autorità colombiane in seguito a un blitz anti-guerriglia. A divulgare per primo il contenuto dei messaggi è stato il settimanale "Weltwoche". Lo scalpore suscitato dalle rivelazioni ha spinto la commissione a vederci chiaro. Gontard ha quindi ripetuto quanto sostenuto due settimane fa davanti alla commissione di politica estera degli Stati, ossia di non aver nulla a che fare con questa vicenda. All'incontro era presente anche la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey. Secondo la nota odierna della commissione, sia lei che Gontard hanno risposto in maniera chiara alle domande - talvolta critiche - poste loro dai parlamentari. Al momento, la giustizia colombiana sta indagando su Gontard. A proposito di Micheline Calmy-Rey, la commissione comunica anche che, per 15 voti a 7, ha respinto una mozione dell'UDC con la quale si chiede al Consiglio federale di studiare la possibilità di togliere alla consigliera federale socialista la guida del Dipartimento federale degli affari esteri. Per rincarare la dose, in una lettera aperta il PPD ha chiesto oggi al Consiglio federale di riunirsi per discutere la politica estera condotta al momento da Micheline Calmy-Rey. I democristiani accusano tra l'altro alla ministra socialista di parzialità nel conflitto arabo-israeliano, di aver riconosciuto il Kosovo senza averne discusso a fondo col Consiglio federale e di aver fatto recentemente affermazioni sul terrorismo che hanno destato scalpore nel mondo intero. Nel comunicato il PPD esprime dubbi sulla capacità della consigliera federale di visitare paesi esteri in qualità di rappresentante del paese. Ai rimproveri del PPD ha prontamente risposto il PS, partito della ministra degli esteri. Il PS ha accusato il PPD di schizofrenia, dal momento che in commissione ha respinto la mozione dell'UDC. Durante l'incontro la commissione si è occupata anche dei rapporti con la Libia, dei diritti umani in Cina e delle relazioni col Consiglio d'Europa. ATS
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