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Estero
Oslo: sospesi gli accordi di Schengen
Redazione
15 anni fa
Un'autobomba in pieno centro poi una sparatoria contro un raduno di giovani laburisti. Due attacchi hanno trasformato Oslo in una zona di guerra e hanno provocato una strage

Un'autobomba in pieno centro poi una sparatoria contro un raduno di giovani laburisti. Due attacchi hanno trasformato Oslo in una zona di guerra e hanno provocato una strage. Sarebbe di almeno una ventina di morti il bilancio, ancora provvisorio, della potente esplosione avvenuta oggi nel centro della capitale norvegese seguita poco dopo dall'attacco al campo dei giovani laburisti, il partito di governo, alla periferia della capitale. Sospesi gli accordi di SchengenÈ stato un attacco coordinato secondo la polizia e su di esso pesa l'ombra del terrorismo islamico. Da registrare anche la rivendicazione di un gruppo jihadista sconosciuto. A testimoniare la gravità della situazione c'è stata la riunione di emergenza del governo tenuta in un luogo segreto e la decisione di sospendere gli accordi di Schengen e di ripristinare i controlli alle frontiere. L'inferno in un pomeriggio tranquilloÈ un tranquillo pomeriggio estivo scandinavo, da poco sono passate le 15:25, quando a Oslo esplode l'inferno. Una forte esplosione scuote la sede del giornale Vg, vicina all'ufficio del primo ministro Jens Stoltenberg. I media locali parlano subito di diverse persone ferite. La deflagrazione danneggia la maggior parte delle finestre della sede del giornale, dove crolla anche il tetto, e dell'edificio governativo. Poco dopo arriva la conferma delle prime vittime, mentre la polizia comunica che l'esplosione è stata causata da una bomba. Si ipotizza anche un'autobomba dopo che un ufficiale di polizia riferisce che, secondo le immagini delle telecamere di sorveglianza, "una grande automobile è stata vista passare nel quartiere del governo pochi istanti prima dell'esplosione". Le esplosioni potrebbero anche essere state due, ma non ci sono indicazioni su quanto è accaduto. "La situazione è grave, la violenza non ci deve terrorizzare", afferma il primo ministro Jens Stoltenberg, che aggiunge di non poter dire dove si trova al momento, ma precisa di essere sano e salvo, come anche gli altri ministri del suo governo. In una intervista telefonica alla televisione TV2 Stoltenberg afferma che "è troppo presto per parlare di terrorismo", ma non esclude comunque l'ipotesi. Poco dopo sarà il presidente Usa Barack Obama a condannare l'attentato e a parlare di lotta al terrorismo. La polizia ordina subito l'evacuazione di alcune zone del centro di Oslo, tra le quali l'area attorno alla sede della televisione TV2, oltre al quartiere governativo. Entrano in azione quadre di artificieri per cercare altri ordigni esplosivi. Nella capitale regna il caos con i soldati schierati in pieno centro. Numerosi video postati sui siti dei quotidiani norvegesi e su quelli internazionali testimoniano scene di panico e gente in fuga, mentre sui social network come Twitter sono centinaia i messaggi che si accavallano sulla situazione nella città, con immagini di guerra o che ricordano l'attentato a Mumbai. La rivendicazione degli attacchi: "Sostenitori della Jihad globale"In serata arriva la rivendicazione degli attacchi da un gruppo finora sconosciuto, i "Sostenitori della Jihad globale", che lo collegano alla ricorrente pubblicazione delle vignette di Maometto, mentre vengono riaggiornati i bilanci delle vittime: sette vittime nell'esplosione in centro e diversi morti nell'isola. Un testimone citato dalla televisione Nrk parla addirittura di una ventina di vittime. Secondo fonti sanitarie, ci sono anche un centinaio di feriti leggeri. Testimone a tv: 20 morti su spiaggia Secondo un testimone citato dalla televisione Nrk ci sono "venti-venticinque morti" sulla spiaggia di Utoya, l'isola in cui è avvenuta la sparatoria durante il convegno dei giovani laburisti. Molte persone hanno cercato di mettersi in salvo nuotando verso la terraferma.

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