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Estero
Osce: vertice rischia stallo, divisione su conflitti congelati
Redazione
16 anni fa

Il vertice dell'Osce rischia il fallimento a causa dei contrasti sui 'conflitti congelati' come quello del Nagorno-Karabak tra Armenia e Azerbaigian, della Transnistria tra Moldova e Ucraina e soprattutto per lo scontro aperto tra Georgia e Russia sui territori dell'Ossezia del Sud. All'Osce manca ancora l'accordo su una ipotesi di documento finale. Nel Palazzo dell'Indipendenza della avveniristica capitale del Kazakhstan che ospita il summit che deve rilanciare l'Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa si respira aria di scetticismo. Lo stesso padrone di casa, il presidente a vita del Kazakhstan Nursultan Nazarbayev - che ha organizzato il summit con l'ambizione di passare alla storia per aver rilanciato il forum politico che riunisce 56 paesi del mondo - aprendo i lavori della seconda giornata ha reso noto che il lavoro notturno degli 'sherpa' diplomatici non si era ancora concluso ed ha lasciato trapelare la preoccupazione affermando: "Lasciarci sfuggire questa occasione sarebbe imperdonabile". Nel corso delle dichiarazioni fatte in mattinata, l'Armenia ha minacciato ritorsioni militari nel caso in cui l'Azerbaigian dovesse agire nel Nagorno-Karabak. Mosca invece non vuole che nel documento finale si parli di riconoscimento dei confini naturali, affermazione che implicherebbe il ritiro delle sue truppe dai territori dell'Ossezia del Sud contesi con la Georgia (il cui presidente Mikhail Saakashvikli ha però il pieno sostegno della Ue). Altro punto dolente è quello dei diritti dell'uomo, che le capitali occidentali vorrebbero indicare come pilastro fondamentale della nuova Osce, riconoscendo che la sicurezza non è fatta solo di temi politico-militari o economici, ma anche - appunto - di democrazie e rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali. ATS

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