
Il vertice dell'OSCE di Astana è sostanzialmente fallito sulla questione dei "conflitti congelati": è stata adottata una "Dichiarazione di Astana" che ha riaffermato alcuni principi politici, ma non è stato possibile raggiungere un accordo per un piano di azione che risolvesse i casi Georgia-Russia sui territori dell'Ossezia del Sud, del Nagorno-Karabak tra Armenia e Azerbaigian e del Transdniepr tra Moldova e Ucraina. Con oltre dodici ore di ritardo rispetto all'orario di chiusura previsto, poco dopo la mezzanotte (le 19:00 svizzere) la sessione plenaria, senza la presenza dei leader, è ripresa. I rappresentanti dell'Unione Europea, della Romania, degli Stati Uniti, della Russia, della Repubblica Ceca, dell'Italia e dell'OSCE hanno preso la parola per esprimere le loro posizioni. Di "fallimento" ha esplicitamente parlato la Romania. Di "rammarico" la Repubblica Ceca. Polemico il rappresentante della Russia che ha denunciato "l'atteggiamento ideologico di certi paesi". L'ambasciatore italiano ha espresso "apprezzamento" per la presidenza kazaka ed ha affermato che "oggi si apre una nuova fase che si concluderà quando l'action plan sarà approvato". Il presidente in carica dell'OSCE ha invece affermato di "condividere la delusione" della maggior parte delle dichiarazioni finali. ATS
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