
Il consiglio ministeriale dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) si è aperto questa mattina a Basilea con diverse critiche alla Russia nell'ambito della crisi ucraina. Diversi oratori, fra i quali il presidente di turno dell'OSCE Didier Burkhalter, hanno chiamato in causa Mosca per la sua annessione "illegale" della Crimea e per il ruolo di "aggressore" in Ucraina. La responsabile della diplomazia dell'Unione Europea (UE), Federica Mogherini, ed il suo omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier hanno condannato la violazione territoriale dell'Ucraina da parte della Russia ed hanno intimato la messa in opera degli accordi di Minsk per un cessate il fuoco, raggiunti in settembre. Il segretario di Stato americano John Kerry ha affermato che "gli Stati Uniti ed i Paesi che appoggiano i diritti e la sovranità dell'Ucraina non vogliono il confronto. Non è nostro desiderio vedere la Russia isolata dalle sue stesse azioni". Il ministro degli esteri ucraino, Pavlo Klimkin, ha chiesto alla comunità internazionale di rafforzare i poteri dell'OSCE, in modo che l'organizzazione possa prendere misure vincolanti. Klimkin ha accusato Mosca di aver violato i trattati di Helsinki e di essere responsabile dell'escalation di violenza nell'est dell'Ucraina. escalation che ha "compromesso la sicurezza in Europa". La Russia non ha tardato a rispondere per voce del capo della sua diplomazia: Serghei Lavrov ha rimandato buona parte delle responsabilità del conflitto sull'Unione Europea, affermando che "una anno fa si sarebbe potuto evitare il dramma". Ma Bruxelles ha "bloccato le discussioni trilaterali" fra Kiev, i separatisti e Mosca, "appoggiando un colpo di Stato". Ora, ha aggiunto il ministro degli esteri, l'OSCE deve "intensificare gli sforzi" e la crisi va risolta con la partecipazione di tutti. "Se l'UE e la NATO pensano di avere il monopolio della verità, allora l'OSCE può chiudere baracca", ha concluso. Nel suo discorso di apertura del Consiglio ministeriale annuale dell'OSCE, Didier Burkhalter ha denunciato la "pericolosa attività militare" e l'inquietante "retorica bellicosa" generate dalla crisi ucraina. Il ministro degli esteri elvetico ha iniziato il discorso parlando della città di Donetsk: "Due anni e mezzo fa aveva ospitato cinque partite di Euro 2012. Tifosi da tutta l'Europa erano giunti nella località per vedere Cristiano Ronaldo, Xabi Alonso e Wayne Rooney giocare nella Donbass Arena. Oggi, Donetsk è controllata da gruppi armati illegali, lo stadio è stato danneggiato dai bombardamenti e l'aeroporto è in rovina", ha deplorato. Secondo Burkhalter, nel complesso, la situazione della sicurezza in Europa è decisamente peggiorata. La Dichiarazione di Helsinki (che dovrebbe migliorare dal 1975 i rapporti tra l'ex blocco sovietico e l'Occidente, ndr.) è stata ripetutamente violata e il caso più flagrante è quello dell'annessione della Crimea.
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