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Origini del Covid: “Indagini avvelenate da politica”
Foto Wikimedia Commons
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Keystone-ats
5 anni fa
Lo ha dichiarato il capo delle emergenze dell’Oms alla luce del ritorno della teoria della fuga dal laboratorio. Secondo Michael Ryan bisognerebbe “separare la scienza dalla politica per continuare a trovare le risposte di cui abbiamo bisogno”

L’Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito che gli sforzi per scoprire le origini della pandemia di Covid-19 sono stati ostacolati dalla politica, ed ha insistito che gli scienziati hanno bisogno di spazio per lavorare.

“Separare la scienza dalla politica”
“Vorremmo che si separasse la scienza dalla politica e continuare a trovare le risposte di cui abbiamo bisogno in un’atmosfera adeguata e positiva”, ha detto ai giornalisti il capo delle emergenze dell’Oms Michael Ryan. “L’intero processo è stato avvelenato dalla politica”, ha avvertito.

Gli Stati Uniti indagano da soli
Oms è sotto pressione per una nuova indagine più approfondita sulla provenienza del Covid-19 (gli esiti della prima missione a Wuhan erano stati pesantemente criticati per la mancanza di trasparenza e accesso ai dati), ma finora non esiste una tempistica per la fase successiva. Tanto che gli Usa stanno andando avanti da soli, coinvolgendo l’intelligence per verificare una possibile fuga del virus da un laboratorio in Cina, circostanza seccamente negata da Pechino.

Durante una riunione degli Stati membri dell’Oms, i Paesi dell’Unione europea e una serie di altri hanno anche insistito per fare chiarezza sui prossimi passi negli sforzi dell’organizzazione per risolvere il mistero, visto come vitale per scongiurare future pandemie.

Oms: “Attendiamo le raccomandazioni degli esperti, non c’è una tempistica”
Ma l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite ha spiegato di essere ancora in attesa di raccomandazioni da un team di esperti tecnici su come andare avanti. “Il team tecnico preparerà una proposta per i prossimi studi che dovranno essere effettuati e la presenterà al direttore generale”, ha detto ai giornalisti la portavoce Fadela Chaib. “Poi lavorerà con gli Stati membri sui prossimi passi”, ha aggiunto, riconoscendo che “non esiste una tempistica”.

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