

Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha dichiarato che non ci sono stati tentativi di interrompere le celebrazioni del Giorno della Vittoria a Mosca. «Non ci sono stati tentativi; va tutto bene», ha affermato il portavoce del Cremlino, citato da Interfax.
A seguito dell'annuncio da parte del presidente americano Donald Trump di una tregua tra Russia e Ucraina dal 9 all'11 maggio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva detto ieri sera di avere ordinato di non attaccare Mosca durante le celebrazioni.
Da parte sua, il ministero della Difesa russo aveva dichiarato che le forze russe avrebbero lanciato un «massiccio attacco missilistico» di rappresaglia sul centro di Kiev se l'Ucraina avesse tentato di interrompere le celebrazioni del Giorno della Vittoria.
Trump ha espresso la speranza che il cessate il fuoco tra la Russia e l'Ucraina possa essere esteso. Ma durante il suo discorso di oggi sulla Piazza Rossa, il presidente russo Vladimir Putin non ha fatto alcun cenno alle dichiarazioni del suo omologo americano.
Alla presenza del presidente Vladimir Putin, è cominciata sulla Piazza Rossa di Mosca la parata per l'81esimo anniversario della vittoria sul nazifascismo.
Come è tradizione, l'appuntamento si è aperto con la sfilata di un picchetto che portava la bandiera russa e quella dell'Unione Sovietica, presentata come quella innalzata a Berlino il giorno in cui le truppe di Mosca presero il controllo della capitale del Terzo Reich.
Nel suo discorso, Putin ha affermato che l'esempio dei soldati sovietici che diedero la vita per sconfiggere il nazifascismo, oggi «ispira i soldati che svolgono il loro dovere nell'operazione militare speciale» in Ucraina e «resistono contro una forza aggressiva che è sostenuta dall'intero blocco della Nato».
Putin ha aggiunto che il destino del Paese non sarà deciso solo dai soldati, ma da tutto il popolo russo. «Rimanendo uniti, la vittoria sarà sempre nostra», ha concluso il capo del Cremlino.
In occasione della ricorrenza, oggi il presidente russo Vladimir Putin avrà tra l'altro alcuni incontri bilaterali con i leader presenti a Mosca per le celebrazioni, tra i quali il premier slovacco Robert Fico. Lo ha detto il consigliere presidenziale Yuri Ushakov, citato dalla Tass.
Quest'anno, non trattandosi di un anniversario «rotondo», il Cremlino non ha inviato inviti ufficiali ai leader stranieri, ma diversi rappresentanti dall'estero hanno comunque deciso di essere presenti, ha sottolineato Ushakov. Oltre che con Fico, Putin avrà incontri bilaterali, tra gli altri, con il presidente del Laos Thongloun Sisoulith e il sovrano della Malaysia, Sultan Ibrahim.
Sempre secondo il consigliere di Putin, il capo del Cremlino discuterà con Fico l'attuale situazione delle relazioni bilaterali e questioni internazionali. Si parlerà anche della ripresa dei lavori della Commissione intergovernativa russo-slovacca per la cooperazione economica, scientifica e tecnica.
I funzionari russi di ogni grado che incontrano il presidente Putin devono ora consegnare agli agenti del Servizio di sicurezza federale i propri orologi da polso, anche quelli meccanici. Questa disposizione è entrata in vigore inaspettatamente già a metà aprile. Lo riferisce l'agenzia ucraina Rbc, che cita «Possiamo spiegare», il progetto mediatico online che si occupa di giornalismo investigativo, in opposizione al Cremlino.
Due fonti informate sulla situazione hanno confermato le nuove regole. «I telefoni sono vietati già da tempo, ora si sono aggiunti anche gli orologi, sia elettronici che meccanici», ha detto una delle fonti a «Possiamo spiegare».
Secondo Rbc, «Putin teme un attentato alla sua vita e un possibile colpo di Stato».

