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Energia
Opec + taglia la produzione di petrolio, schiaffo a Biden
© Shutterstock
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Il governo Biden aveva tentato di dissuadere gli alleati mediorientali. Questi hanno però ignorato l'appello. Per la Casa Bianca si tratta di un allineamento con la Russia.

"Niet" dell'OPEC+ a Biden. Ieri, l'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, riunita a Vienna, doveva prendere una decisione sulla prospettata riduzione della produzione di petrolio. Il governo Biden aveva lanciato una campagna di pressione su vasta scala nel disperato tentativo di dissuadere gli alleati mediorientali. Questi ultimi hanno però ignorato l’appello del presidente USA, il che evidenzia, secondo quest'ultimo, un allineamento dell'organizzazione con la Russia.

Il pressing di Biden

Negli ultimi giorni la CNN aveva rivelato che alti dirigenti del settore energetico, economico e diplomatico avevano fatto un intenso lobbying sulle loro controparti nei paesi alleati in Medio Oriente, come Kuwait, Arabia Saudita e Emirati Arabi, per farli votare contro un taglio, evocando un "totale disastro" e avvisando che la mossa potrebbe essere vista come un "atto ostile". Moniti che facevano parte di "talking point" elaborati e scambiati dagli staff ma non approvati dalla leadership della Casa Bianca, ha precisato una fonte dell'amministrazione.

Il «niet» dell’Opec+: uno schiaffo a Biden

L'Opec+, contrariamente alle richieste americane, ha tagliato la produzione di petrolio di 2 milioni di barili al giorno a partire da novembre. Lo riferisce Bloomberg citando i delegati al termine del vertice a Vienna che si è svolto in presenza, per la prima volta da marzo 2020, e a cui per la Russia ha partecipato Aleksandr Novak, vicepremier della Federazione Russa con delega al settore energetico. L'accordo rappresenta uno schiaffo al presidente Usa Joe Biden poiché il taglio drastico della produzione di greggio non potrebbe cadere in un momento peggiore, elettoralmente parlando, visto che spinge al rialzo il prezzo della benzina proprio alla vigilia delle votazioni di Midterm, dopo che i suoi sforzi avevano portato a un calo del prezzo alla pompa per quasi 100 giorni consecutivi.

Le reazioni della Casa Bianca

Il presidente statunitense ha reagito alla decisione dell'OPEC+ affermando: "Devo vedere cosa c'è nel dettaglio. Sono preoccupato, non è necessario". Si è detto poi deluso dalla “miope decisione dell’Opec+ di tagliare le quote di produzione mentre l’economia mondiale fa i conti con l’impatto negativo” della guerra in Ucraina. Il portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, in un briefing con la stampa a bordo dell'Air Force One diretto in Florida, ha affermato che “è chiaro che la decisione dell’Opec+ mostra che c’è un allineamento dell’organizzazione con la Russia”. Secondo l’amministrazione Biden “in un momento in cui la sicurezza energetica è importante, la decisione dell’Opec+ avrà l’impatto più negativo sui paesi a basso e medio reddito” e ha sottolineato che “continuerà con il rilascio delle scorte petrolifere strategiche” per proteggere i consumatori americani”. La Casa Bianca ha sottolineato che l’amministrazione si consulterà con il Congresso sugli strumenti per ridurre il controllo dell'Opec+ sui prezzi dell'energia. Biden, infine, ha chiesto alle compagnie petrolifere americane di “continuare a far scendere i prezzi della benzina in modo che gli americani paghino meno" per il carburante.

Chi fa parte dell'Opec+

Per informazione, i membri dell'Opec sono: Algeria, Angola, Gabon, Libia, Nigeria, Guinea Equatoriale, Repubblica del Congo, Venezuela, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Iran, Kuwait. Dal 2016 v'è un’alleanza tra Opec con altri dieci paesi, ovvero l'Opec+, con in aggiunta Russia, Messico, Kazakistan, Azerbaijan, Bahrein, Brunei, Malesia, Oman, Sudan, Sudan del Sud.