Cerca e trova immobili
Estero
ONU: trattato armi; Iran e Corea Nord bloccano accordo unanime
Redazione
13 anni fa

Nazioni Unite vicine allo storico accordo sul primo Trattato internazionale sulla compravendita delle armi, e con il sì degli Stati Uniti, grazie all'ennesima svolta impressa dal presidente Barack Obama. Iran e Nord Corea hanno però impedito oggi all'ONU il raggiungimento di un accordo unanime del trattato. Il documento non può quindi essere adottato "per consenso", ma verrà probabilmente votato in Assemblea Generale la prossima settimana, dove si punta a ottenere l'approvazione da parte dei due terzi dei 193 Paesi membri dell'organizzazione internazionale. Al termine di settimane di negoziazioni al Palazzo di Vetro di New York, i sostenitori del documento dell'ONU per regolare il multimiliardario commercio delle armi convenzionali erano ottimisti e speravano seriamente in un'approvazione unanime dei 193 Paesi membri "per consenso". Secondo quanto rivelato da fonti diplomatiche, gli Stati Uniti sono finalmente pronti a firmare il testo. L'ultimo tentativo di negoziazione, nel luglio scorso, si era concluso con un nulla di fatto proprio perché USA, Russia e Cina avevano chiesto più tempo. L'ipotesi sempre più vicina del via libera americano ha però suscitato le ire della National Rifle Association (NRA). La potentissima lobby pro-armi statunitense ha definito il trattato un attentato al diritto sancito nel Secondo Emendamento della costituzione americana, quello che garantisce a tutti il possesso di pistole e fucili per la legittima difesa. Insieme ai suoi alleati in Congresso ha fatto pressione, fino all'ultimo, contro il documento dell'ONU. Ora, a causa della posizione di Paesi come Iran, Siria, Egitto o India, che hanno sollevato numerose obiezioni, si punta ad arrivare almeno alla maggioranza dei due terzi in caso di voto in Assemblea Generale, la prossima settimana. "Siamo fiduciosi, ci sono buone probabilità che il testo venga approvato", ha spiegato la responsabile dell'organizzazione non governativa Oxfam, Anna MacDonald, responsabile per la campagna sul controllo delle armi. Il trattato definisce per la prima volta gli standard internazionali per la compravendita di armi, legandoli al rispetto dei diritti umani: non controlla l'uso domestico delle armi, ma richiede che i membri si dotino di normative nazionali sul trasferimento delle armi e delle loro componenti. È previsto inoltre il divieto, per gli Stati che ratificano il trattato, di trasferire armi convenzionali in caso di violazione di un embargo, atti di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Per autorizzare o meno l'esportazione, il testo prevede che siano i Paesi a valutare se le armi potrebbero essere usate per violare i diritti umani o utilizzate da terroristi o membri della criminalità organizzata. La bozza definitiva per gli attivisti anti-armi rimane troppo debole. A non soddisfare è la scarsa regolamentazione sul trasferimento di proiettili, sul fatto che ci sono tipi armi e munizioni non comprese nel trattato - tra cui i droni, i velivoli senza pilota - e una troppo ampia libertà dei Paesi esportatori nel valutare se inviare o meno armi in una Nazione. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata