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Estero
ONU: Santa Sede ha permesso abusi su migliaia di bambini
Redazione
13 anni fa

La Santa Sede rimuova "immediatamente" dal loro incarico chi ha commesso abusi sessuali sui bambini, o che ne è sospettato, perché finora ha "adottato politiche e pratiche" che hanno portato a continuare abusi su decine di migliaia di bambini e all'impunità degli autori. Lo si legge nel rapporto del Comitato dell'ONU sui diritti dei bambini. Il Comitato, che ha stilato le osservazioni finali in seguito all'esame del rapporto del Vaticano sul rispetto della Convenzione sui diritti del fanciullo, si dice "seriamente preoccupato" dal fatto che la Santa Sede "non abbia riconosciuto la portata dei crimini commessi, non abbia adottato le misure necessarie per affrontare i casi di abusi sessuali su minori e per proteggere i bambini. Inoltre "ha adottato politiche e pratiche" che hanno portato alla prosecuzione di abusi e all'impunità degli autori. D'altro canto, il Comitato dell'ONU ha esortato il Vaticano a "valutare il numero di bambini nati da preti cattolici, scoprire chi sono e prendere tutte le misure necessarie per garantire i diritti di questi bambini a conoscere e ad essere curati dai loro padri". Il Comitato raccomanda inoltre che la Santa Sede ponga fine alla pratica degli "accordi di riservatezza" nell'ambito di piani di sostegno finanziario per le madri. L'ONU ha pure chiesto di "rivedere propria posizione sull'aborto" quando è a rischio la vita e la salute delle donne incinte e a "identificare circostanze in cui l'accesso ai servizi di aborto possa essere ammesso" modificando il canone 1398 in materia. Il Comitato cita con "profonda preoccupazione" le sanzioni decise dalla Chiesa nel 2009 in Brasile contro una madre ed un medico che praticò l'aborto per salvare la vita a una bimba di 9 anni, rimasta incinta dopo essere stata violentata dal patrigno. Il Comitato ONU ha poi invitato la Santa Sede "a fare pieno uso della sua autorità morale per condannare tutte le forme di molestia, discriminazione o violenza contro bambini sulla base del loro orientamento sessuale o l'orientamento sessuale dei loro genitori e a sostenere gli sforzi a livello internazionale per la depenalizzazione dell'omosessualità". Il Comitato, pur rilevando positivamente le affermazioni di Papa Francesco nel luglio 2013, è preoccupato per le dichiarazioni passate della Santa Sede sull'omosessualità che "contribuiscono alla stigmatizzazione sociale e alla violenza contro lesbiche, gay, bisessuali e adolescenti transgender e bambini cresciuti da coppie dello stesso sesso". Il Comitato raccomanda inoltre alla Santa Sede di ritirare dalla sua legislazione, come annunciato oralmente, l'espressione discriminatoria "figli illegittimi" per i bambini nati fuori dal matrimonio

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