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Estero
Onu: esportazioni mercurio non impediscono Segretariato a Ginevra
Redazione
9 anni fa

La Conferenza dei Paesi membri della Convenzione di Minamata sul mercurio prosegue. Entro domani verrà deciso se sarà Ginevra a ospitare la sede permanente del Segretariato. A tale riguardo l'Onu non reputa che le esportazioni di mercurio della Svizzera rappresentino un ostacolo. Salvo sorprese, la Svizzera, unica candidata, dovrebbe accogliere il Segretariato di questa Convenzione in vigore da agosto. Con la Norvegia la Svizzera era stata pioniera nel processo che ha condotto alla firma nel 2013 di questo accordo, ma alcune Ong esigono che la Confederazione vieti l'esportazione di mercurio per poter accogliere la sede del Segretariato. Un Segretariato a Ginevra "sarebbe perfetto", ha detto oggi nella città sul Lemano il capo del programma ambientale dell'Organizzazione delle nazioni unite Erik Solheim. "Incoraggiamo fortemente la Svizzera a trovare delle soluzioni" per garantire che questo commercio non abbia legami con l'estrazione d'oro", ha aggiunto. La Svizzera ha esportato 30 tonnellate di mercurio nel 2016, in diminuzione rispetto alle 110 tonnellate annue tra il 2011 e il 2015. Le esportazioni del metallo pesante avvengono tramite un'impresa che vende solo a clienti che l'utilizzano conformemente alla Convenzione. Si è inoltre impegnata ad applicare le restrizioni alle esportazioni che potrebbero essere decise in occasione della Conferenza degli Stati parte. Oggi i consiglieri nazionali Lisa Mazzone (Verdi/GE) e Cédric Wermuth (PS/AG) hanno depositato due interpellanze. Queste chiedono il rispetto della Convenzione di Minamata e dei diritti umani nel commercio di oro. Complessivamente il 50% del commercio mondiale di questo metallo prezioso passa per la Svizzera. Il sindaco di Ginevra Rémy Pagani ha da parte sua invitato a privilegiare le pratiche tradizionali piuttosto che utilizzare il mercurio per l'estrazione di oro. Solheim ha auspicato la fine dell'utilizzo del mercurio nocivo "non appena possibile", grazie all'applicazione della Convenzione, senza tuttavia fare del divieto assoluto la sua priorità. "Vi sono ancora settori nei quali il mercurio può essere ancora utile" senza rappresentare un pericolo per la salute e l'ambiente, ha sottolineato.

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