

Oltre 300 militari statunitensi sono rimasti feriti, per la maggior parte in modo lieve, dall'inizio della guerra condotta congiuntamente con Israele contro l'Iran. Lo ha annunciato oggi l'esercito americano, aggiungendo che i soldati morti sono 13.
Dall'inizio dell'operazione Epic Fury, 303 militari statunitensi sono stati feriti. La maggior parte di loro in modo lieve, mentre 273 soldati sono tornati in servizio«, ha dichiarato all'AFP Tim Hawkins, portavoce del Comando militare statunitense per il Medio Oriente (Centcom).
Dieci soldati statunitensi risultano invece gravemente feriti, ha precisato un responsabile americano che ha voluto mantenere l'anonimato.
Due importanti complessi siderurgici in Iran sono stati presi di mira quest'oggi da attacchi israelo-americani. Lo riferiscono le agenzie di stampa locali.
«Il nemico americano-sionista ha preso di mira impianti siderurgici nel Khūzestān, e a Esfahan, in due attacchi distinti», ha dichiarato l'agenzia di stampa iraniana FARS, precisando che «I soccorsi sono giunti immediatamente sul posto». Anche la radiotelevisione pubblica IRIB ha riferito dei raid.
Stando a tali fonti, si tratta di uno stabilimento del gruppo siderurgico Mobarakeh, il gigante dell'acciaio iraniano, situato nella regione di Esfahan, nonché di un altro complesso nella provincia del Khūzestān, nel sud-ovest del Paese.
L'Egitto ha ordinato, a partire da sabato, la chiusura di negozi, ristoranti e centri commerciali alle ore 21.00 nei giorni feriali. Si tratta di una misura d'emergenza per contenere una bolletta energetica più che raddoppiata, mentre la guerra in Medio Oriente entra nella sua quinta settimana.
Il coprifuoco commerciale entrerà in vigore domani per una durata iniziale di un mese, ha dichiarato la scorsa settimana il primo ministro egiziano Mostafa Madbouly.
«I negozi, i centri commerciali, i ristoranti e i caffè chiuderanno tutti alle 21.00 nei giorni feriali, ad eccezione del giovedì e del venerdì» - serate del fine settimana - «durante le quali sarà consentito restare aperti fino alle 22.00», ha precisato, giustificando queste misure con l'aumento del costo del gas importato.
Alla vigilia del conflitto, «la nostra fattura mensile era di 560 milioni di dollari (circa 446 milioni di franchi al cambio attuale). Oggi, per la stessa quantità», il prezzo è salito a «1,65 miliardi», ha illustrato Madbouly.
«Quanto più riusciremo a razionalizzare i consumi, tanto più noi cittadini contribuiremo ad alleggerire il peso della spesa mensile che lo Stato è costretto a sostenere», ha aggiunto, sottolineando che il Paese deve prepararsi allo «scenario peggiore» di fronte a una guerra dall'esito incerto.
Se le infrastrutture essenziali - ospedali, impianti idrici e reti di trasporto - restano protette, l'illuminazione pubblica e le insegne pubblicitarie stradali sono state ridotte «al minimo indispensabile».
Il piano di austerità energetica si estende anche agli uffici amministrativi, che dovranno cessare ogni attività e spegnere le reti elettriche già alle 18.00.
Parallelamente, il capo del governo egiziano ha dichiarato di valutare l'introduzione di uno o due giorni di telelavoro alla settimana per i dipendenti pubblici, al fine di ridurre i costi operativi.
Il Cairo aveva già dovuto concedere, all'inizio di marzo, un aumento dei prezzi dei carburanti superiore al 30%, conseguenza degli attacchi alle infrastrutture petrolifere regionali e delle minacce che gravano sullo stretto di Hormuz, attraverso cui transita il 20% dell'approvvigionamento mondiale.
Il ministro della difesa dello Stato ebraico Israel Katz ha avvertito oggi che Israele «intensificherà» i propri attacchi contro l'Iran per porre fine ai lanci di missili sul proprio territorio.
«Nonostante (i nostri) avvertimenti, i lanci continuano e di conseguenza gli attacchi dell'esercito si intensificheranno», ha affermato in un video pubblicato dal suo ufficio.
L'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha manifestato «profondo orrore» per il bombardamento mortale di una scuola in Iran il 28 febbraio. Ha esortato Washington a concludere rapidamente le indagini al riguardo e a «fare giustizia».
«Il bombardamento della scuola elementare Shajareh Tayyebeh a Minab ha suscitato profondo orrore», ha dichiarato Türk dinanzi al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, sottolineando che «spetta agli autori dell'attacco condurre un'indagine rapida, imparziale, trasparente e approfondita».
In occasione della sessione annuale a Ginevra, oggi il Consiglio tiene una riunione d'urgenza sulla sicurezza dei bambini nel conflitto in Medio Oriente proprio in seguito al bombardamento di Minab, nel sud del paese, che secondo Teheran ha causato oltre 165 vittime.
Il principale porto commerciale del Kuwait, a Shuwaikh, è stato colpito oggi all'alba da droni «nemici», hanno indicato le autorità portuali. L'attacco ha causato danni materiali ma nessuna vittima, hanno precisato in un comunicato pubblicato sulla rete sociale X.
Il ministero dei lavori pubblici ha poi annunciato che è stato preso di mira anche un secondo porto, attualmente in costruzione e situato nella parte settentrionale dell'emirato, a Mubarak al-Kabeer. Secondo il ministero, è stato colpito da droni e missili che, anche in questo caso, hanno causato danni materiali ma non hanno provocato vittime.
I paesi del Golfo Persico sono oggetto di una campagna di rappresaglie da parte dell'Iran dall'inizio dell'offensiva israelo-statunitense contro l'Iran, un mese fa, e gli attacchi missilistici - per lo più intercettati - sono ormai quasi quotidiani.
Intanto l'esercito iraniano ha avvertito che gli alberghi del Medio Oriente che ospitano militari statunitensi saranno d'ora in poi considerati obiettivi. Quando i soldati americani «entrano in un hotel, allora, dal nostro punto di vista, quell'hotel diventa americano», ha affermato ieri sera alla televisione di Stato il portavoce delle forze armate Abolfazl Shekarchi.
Ucraina e Arabia Saudita hanno firmato un accordo di cooperazione in occasione della visita del presidente Volodymyr Zelensky, ha riferito oggi all'agenzia di stampa France-Presse (Afp) un alto funzionario. L'intesa consentirà a Kiev di condividere la propria esperienza nella lotta contro gli attacchi dei droni.
«L'obiettivo dell'accordo è che l'Ucraina aiuti (i sauditi) a sviluppare tutti i componenti necessari per la difesa aerea di cui attualmente sono sprovvisti» per «contrastare gli Shahed e altri droni», ha precisato. Il documento è stato firmato ieri, ha precisato un altro alto funzionario all'Afp.
«Siamo pronti a condividere la nostra esperienza e il nostro sistema con l'Arabia Saudita», ha indicato Zelensky sulle reti sociali, aggiungendo che Riad «possiede ciò che interessa all'Ucraina», senza fornire maggiori dettagli.
Attaccata quotidianamente da centinaia di droni, l'Ucraina ha sviluppato una gamma di sistemi di difesa economici e piuttosto efficaci, tra cui alcuni intercettori. Queste competenze sono molto richieste dai paesi del Golfo Persico, bersaglio di droni dello stesso tipo lanciati dall'Iran come rappresaglia agli attacchi israelo-statunitensi dalla fine di febbraio.
Il prezzo del petrolio sta ulteriormente aumentando oggi, malgrado la proroga dell'ultimatum all'Iran decisa dal presidente americano Donald Trump. Un barile di Brent del Mare del Nord viene scambiato a 109,46 dollari, con un incremento dell’1,4% rispetto a ieri.
L'annuncio di Trump di sospendere gli attacchi contro gli impianti energetici iraniani almeno fino al lunedì di Pasqua non ha finora avuto un impatto significativo sui corsi del greggio.
Il 79.enne ha anche dichiarato che sono in corso «ottimi colloqui» con Teheran; ma nonostante questi segnali di possibile distensione i mercati sembrano ignorare le aperture diplomatiche, continuando a scontare le tensioni geopolitiche nella regione del Golfo, cruciale per l'approvvigionamento energetico mondiale.
Il segretario di Stato degli USA Marco Rubio ha espresso ieri la sua fiducia sulla riapertura dei negoziati con l'Iran, prima di partire per la Francia e per la ministeriale del G7 (Gruppo dei sette, di cui fanno parte Canada, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Giappone e Stati Uniti).
Rubio ha rimarcato che «sono stati compiuti progressi», dopo che questa settimana gli Stati Uniti hanno inviato a Teheran una bozza di proposta di pace.
«C'è un crescente flusso di energia che transita attraverso gli stretti. Non tanto quanto dovrebbe, ma il flusso ha subito un certo incremento», ha aggiunto l'ex senatore repubblicano della Florida. «Dunque, ribadisco: vi sono stati alcuni progressi per quanto concerne lo scambio di messaggi. Si tratta tuttavia di un processo continuo e fluido, e non di una questione che intendiamo negoziare o discutere attraverso i media», ha concluso il segretario di Stato.
ll presidente americano Donald Trump ha detto di aver ricevuto un briefing dalla Cia dal quale è stato informato che il nuovo ayatollah dell'Iran, Mojtaba Khamenei, è omosessuale. È stato il New York Post a diffondere per primo la notizia il 16 marzo, riferendo che, secondo la Cia, il padre Ali Khamenei temeva che la sessualità del figlio lo rendesse inadatto a succedergli come Guida Suprema.
Secondo quanto riferito, Trump si sarebbe mostrato divertito dalla valutazione dell'intelligence Usa sul giovane Khamenei che intratterrebbe da tempo una relazione con il suo tutore maschile dell'infanzia. Interpellato in un'intervista telefonica a Fox News sulla veridicità dell'informazione, Trump ha risposto: «Lo hanno detto, sì, ma non so se siano stati solo loro. Credo che siano in molti a sostenerlo; il che, in quel particolare Paese, fa partire Khamenei con il piede sbagliato».
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver completato, nelle prime ore di venerdì mattina, una «ondata di attacchi su vasta scala» contro le infrastrutture governative di Teheran.
In precedenza, Press TV, un'agenzia di stampa statale iraniana, aveva affermato che Teheran aveva lanciato attacchi contro Israele. Stando al New York Times, non si sono registrate vittime.

