
Sulla mappa del virus le Americhe si confermano l’epicentro della pandemia, con gli Stati Uniti e il Brasile che registrano oltre il 50% dei nuovi casi. Lo sottolinea oggi l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che, forte dei ‘numeri alla mano’, non fa nomi ma incalza i “troppi paesi” dice “che vanno verso la direzione sbagliata”.
Perchè non c’è modo di edulcorare una realtà fin troppo evidente secondo il direttore generale dell’agenzia Onu, Tedros Adhanom Ghebreyesus: “Non ci sarà un ritorno alla normalità nell’immediato futuro. Ma c’è una roadmap che consente di controllare il virus e di andare avanti con le nostre vite. Non importa dove un Paese si trovi sulla curva epidemiologica, non è mai troppo tardi per agire”.
Sono quasi 13 milioni le persone risultate positive al Covid-19 nel mondo, circa la metà nel continente americano. Stando ad un aggiornamento dello scorso sabato, tra Nord e Sud America si registravano 45mila dei 230mila nuovi casi. Nelle scorse ore, secondo un conteggio dell’agenzia di stampa francese Afp, con 144.758 decessi l’America Latina ha superato gli Stati Uniti e il Canada (144.023) per numero di morti diventando la seconda regione più colpita al mondo dopo l’Europa, che ne conta 202.505.
E se da più parti si continua a ripetere che l’emergenza non è finita, che la pandemia è tutt’altro che superata, che l’attenzione, il rigore, il rispetto delle indicazioni sono ormai l’unica ‘nuova normalità’ possibile, la risolutezza con cui il direttore generale dell’Oms è tornato a richiamare all’ordine non lascia ancora una volta spazio a dubbi: “Voglio essere schietto, troppi paesi vanno verso la direzione sbagliata. Il virus rimane nemico pubblico numero uno ma l’azione di molti governi e persone non lo riflette”, ha spiegato. “L’unico obiettivo del virus è trovare persone da infettare. Messaggi ambigui dei leader stanno minando l’elemento cruciale di ogni azione: la fiducia”, ha aggiunto.
Il messaggio è chiaro: “Se la gente continua a frequentare luoghi affollati senza prendere le precauzioni necessarie, la trasmissione della malattia continuerà”, ha ripetuto anche il direttore esecutivo dell’agenzia Onu, Michael Ryan, aggiungendo che i governi devono essere chiari e rendere più facile per i cittadini seguire le necessarie regole. “Non posso che ribadirlo: i Paesi che hanno messo in campo un’architettura di vigilanza durante il lockdown stanno ottenendo un relativo successo nella soppressione del virus”, ha rimarcato ancora, aggiungendo che “credere che magicamente avremo il vaccino perfetto cui tutti avranno accesso non è realistico”.
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