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OMS: "Coronavirus non è un'emergenza internazionale"
OMS: "Coronavirus non è un'emergenza internazionale"
OMS: "Coronavirus non è un'emergenza internazionale"
Redazione
7 anni fa
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene sia troppo presto per dichiarare lo stato di allerta e i casi ancora troppo pochi

Non è tempo di dichiarare l'emergenza internazionale. Così ha dichiarato l'Oms al termine della riunione del comitato.

Il comitato dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha espresso stasera il parere che "è troppo presto" per dichiarare un'emergenza di salute pubblica di livello internazionale per l'epidemia causata dal nuovo coronavirus (2019-nCoV) identificato alla fine dell'anno scorso in Cina. Sono inoltre ancora pochi i casi del virus 2019-nCoV confermati al di fuori della Cina.

Con il passare delle ore e l'aumento dei casi di contagio, arrivati a 616, a Pechino la forte preoccupazione per la diffusione dell'epidemia ha indotto le autorità ad adottare misure più drastiche: la Città Proibita è stata chiusa e tutti i festeggiamenti per il Capodanno cinese annullati. Stop alle celebrazioni anche nella regione semi-autonoma di Macao.

Venti milioni di cittadini cinesi sono coinvolti nella quarantena delle metropoli in cui abitano: dopo Wuhan, blindate anche Xianning, 2,5 milioni di abitanti, e Huanggang, sei milioni e mezzo, a 60 chilometri dalla capitale della provincia di Hubei ritenuta il focolaio del coronavirus e dove ieri sono stati bloccati tutti i trasporti pubblici, compresi treni e aerei. Le misure di sicurezza sono scattate anche a Ezhou, cittadina da 1,1 milioni di abitanti, dove le autorità hanno deciso questa mattina di bloccare 'temporaneamente' il traffico dei treni.

Nelle città cinesi sono rimasti 'intrappolati' anche dei cittadini elvetici. In particolare, avrebbe riportato oggi il Blick, 8 svizzeri si troverebbero proprio a Wuhan, epicentro del contagio.

Dall'altra parte del mondo, la paura del virus ha indotto il Dipartimento di Stato degli Usa ad alzare il livello di allerta da due a tre, invitando gli americani a "riconsiderare i viaggi" in Cina.

Sul versante degli scienziati, il lavoro frenetico degli ultimi giorni ha portato a nuovi elementi sull'origine dell'epidemia: il virus 2019-nCoV sembra essere arrivato all'uomo dai serpenti, serbatoio del virus, trasmesso dai pipistrelli, e si sarebbe ricombinato per poi passare agli esseri umani.

La ricerca è stata condotta su campioni del virus provenienti da diverse località della Cina e da diverse specie ospiti e pubblicata sul Journal of Medical Virology da scienziati delle Università di Pechino e Guangxi. Come è accaduto in passato con l'aviaria e la Sars, anche questa volta l'indice è puntato sui mercati di animali vivi molto comuni in Cina, dove accanto agli animali allevati, si vendono animali selvatici, come serpenti e pipistrelli. E ora è quindi chiaro che il virus 2019-nCoV è un mix di un coronavirus proveniente dai pipistrelli e di uno che arriva dai serpenti e che da questi ultimi sarebbe passato agli esseri umani, adattandosi al nuovo ospite e acquisendo la capacità di trasmettersi da uomo a uomo.

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