
Molti immigrati ucraini in Svizzera stanno ritirando le loro richieste d'asilo in seguito al cambio di procedura introdotto dalla Confederazione che considera sicure per un rientro diverse regioni dell'ovest del Paese, nonostante gli attacchi aerei russi. Lo dimostrano i numeri della Segreteria di Stato della migrazione (SEM). Molti degli interessati non arriverebbero nemmeno fino alla decisione d'espulsione, secondo la radiotelevisione svizzerotedesca SRF. Oltre la metà delle richieste inoltrate da cittadini ucraini non giungerà mai a conclusione, fa sapere la SEM. I candidati in questione hanno infatti ritirato la loro richiesta oppure hanno già lasciato la Svizzera alla volta di un'altra nazione europea.
Il ruolo del dialogo
Inoltre, riferisce una portavoce della SEM a SRF, una parte delle rinunce è dovuta al fatto che Berna cerca il dialogo con i migranti e spiega loro che le probabilità di ricevere lo statuto di protezione S sono minime. Tanti ucraini emigrerebbero senza avvisare, per cui la SEM ha spiegato alla SRF di non registrare il numero di partenze.
Niente più protezione per gli emigranti delle regioni più occidentali dell'Ucraina
Dal primo novembre scorso lo statuto di protezione non viene più concesso agli emigranti delle regioni più occidentali dell'Ucraina e vengono quindi espulsi dal territorio elvetico. Il parlamento aveva chiesto che venisse fatta una distinzione tra le zone in cui è ragionevole prevedere un ritorno e le altre zone dell'Ucraina. Dall'inizio del conflitto nel febbraio 2022 si stima che circa 70.000 ucraini siano arrivati in Svizzera.

